[734.] Si descrive imperfettamente la politica d'Attila, d'Ezio, e de' Visigoti nel Panegirico d'Avito, e nel cap. 36 di Giornandes. Tanto il Poeta, che l'Istorico erano preoccupati da personali o nazionali pregiudizi. Il primo esalta il merito e l'importanza d'Avito: Orbis, Avite, salus, etc. L'altro è ansioso di porre i Goti nell'aspetto più favorevole. Pure la coerenza dell'uno coll'altro, quando son bene interpetrati, è una prova della loro veracità.
[735.] L'enumerazione dell'armata d'Ezio si fa da Giornandes c. 36 p. 644. Edit. Grot. Tom. II, p. 23 degl'Istorici di Franc. con le note dell'Editore Benedettino. I Leti erano una razza promiscua di Barbari nati o naturalizzati nella Gallia; i Ripari o Ripuari traevano il loro nome dalla loro situazione su' tre fiumi, il Reno, la Mosa, e la Mosella; gli Armorici possedevano le città indipendenti fra la Senna e la Loira; si era piantata una colonia di Sassoni nella diocesi di Bayeux; i Borgognoni erano stabiliti nella Savoia; ed i Breoni erano una guerriera tribù de' Reti, all'Oriente del lago di Costanza.
[736.] Aurelianensis urbis obsidio, oppugnatio, irruptio, nec direptio (l. V Sidon. Appollin. l. VIII Epist. 15 p. 246). La liberazione d'Orleans si sarebbe facilmente potuta convertire in un miracolo, ottenuto e predetto dal Santo Vescovo.
[737.] Nelle comuni edizioni, si legge XCM; ma v'è qualche autorità di Manoscritti (e qualunque autorità è sufficiente) pel numero più ragionevole di XVM.
[738.] Scialons, o Duro-Catalaunum, di poi Catalauni, anticamente formava una parte del territorio di Rheims, da cui non è distante che 27 miglia. Vedi Valesio notit. Gall. p. 136. Danville notice de l'ancien. Gaule p. 212, 279.
[739.] Si fa spesso menzione della Campania, o Sciampagna da Gregorio di Tours; e quella gran Provincia, di cui Rheims era la Capitale, obbediva al governo d'un Duca. Valesio notit. 120, 123.
[740.] Io so, che queste orazioni militari soglion ordinariamente comporsi dagl'Istorici; pure i vecchi Ostrogoti, che avevan militato sotto Attila, poterono raccontare il suo discorso a Cassiodoro: le idee, ed anche l'espressioni hanno cert'aria originale Scita; ed io dubito se ad un Italiano del sesto secolo fosse caduta in mente la frase hujus certaminis gaudia.
[741.] L'espressioni di Giornandes, o piuttosto di Cassiodoro, sono estremamente forti: bellum atrox, multiplex, immane, pertinax, cui simile nulla usquam narrat antiquitas: ubi talia gesta referuntur, ut nihil esset, quod in vita sua cospicere potuisset egregius, qui hujus miraculi privaretur aspectu. Dubos (Hist. crit. Tom. I, p. 392, 393) tenta di conciliare i 162,000 di Giornandes co' 300,000 d'Idazio, e di Isidoro, supponendo, che il maggior numero contenesse la total distruzione della guerra, gli effetti delle malattie, la strage del Popolo inerme ec.
[742.] Il Conte di Buat (Hist. des Peuples etc. Tom. VII, p. 554, 573) seguitando sempre il falso Idazio, e di nuovo rigettando il vero, ha diviso la disfatta d'Attila in due gran battaglie; la prima vicino ad Orleans, la seconda nella Sciampagna: nell'una, secondo esso, Teodorico fu ucciso; nell'altra fu vendicato.
[743.] Giornandes, de reb. Getic. c. 41 p. 671. La politica d'Ezio, e la condotta di Torrismondo son molto naturali; ed il Patrizio, secondo Gregorio di Tours (lib. II, c. 7, p. 163), allontanò il Principe de' Franchi con suggerirgli un simil timore. Il falso Idazio ridicolosamente pretende, ch'Ezio facesse di notte una segreta visita al Re degli Unni e de' Visigoti; da ciascheduno dei quali ricavasse un dono di diecimila monete d'oro per prezzo d'una quieta ritirata.