[897.] Teofane, che lo chiama Goto, asserisce, ch'egli fu educato e nutrito (τραφεντος) in Italia (p. 102); e poichè questa forte espressione non soffre un'interpretazione letterale, bisogna spiegarla coll'aver lungamente militato fra le guardie Imperiali.

[898.] Nomen regis Odoacer assumpsit, cum tamen neque purpura nec regalibus uteretur insignibus: Cassiodoro, in Chron. An. 476. Sembra, ch'egli prendesse il titolo astratto di Re, senz'applicarlo ad alcuna nazione o paese particolare.

[899.] Malco, di cui la perdita eccita il nostro rincrescimento, ci ha conservato (in Excerpt. Legation. p. 93) tale straordinaria Ambasciata del Senato a Zenone. Un frammento anonimo (p. 717), e l'estratto di Candido (ap. Phot. p. 176) son parimente di qualche uso.

[900.] Non è positivamente determinato l'anno preciso, in cui si estinse l'Impero Occidentale. L'anno dell'era volgare 476 sembra, che abbia in suo favore la testimonianza delle Croniche autentiche. Ma le due date assegnate da Giornandes (c. 46. pag. 680) differirebbero quel grande avvenimento all'anno 479; e quantunque il Buat non abbia fatto uso della sua autorità, egli adduce (Tom. 8. p. 261, 288) molte circostanze, che si combinano a sostener la stessa opinione.

[901.] Vedansi le sue medaglie presso il Ducange (Famil. Byzant. pag. 81), Prisco (Excerpt. Legation. pag. 56), Maffei (Osservaz. letter. Tom. 2, pag. 314). Noi possiamo addurre un famoso e simile caso. I minimi sudditi del Romano Impero presero l'illustre nome di Patrizio, che per la conversione dell'Irlanda si è comunicato ad una intiera nazione.

[902.] Ingrediens autem Ravennam deposuit Augustulum de regno, cujus infantiam misertus consessit ei sanguinem; et quia pulcher erat, tamen donavit ei reditum sex millia solidos, et misit eum intra Campaniam cum parentibus suis libere vivere. Anonym. Vales. p. 716. Giornandes dice (c. 46. p. 680) in Lucullano Campaniae castello exilii poena damnavit.

[903.] Vedi l'eloquente declamazione di Seneca (Epist. 86). Il Filosofo avrebbe potuto dedurne, che ogni lusso è relativo; e che l'antico Scipione stesso, i costumi del quale si erano ingentiliti per mezzo dello studio e della conversazione, fu accusato di questo vizio da' suoi rozzi contemporanei (Livio XXIX. 19).

[904.] Silla, nel linguaggio militare, lodò la sua peritia castrametandi (Plin. Hist. natur. XVIII). Fedro, che si Serve de' suoi ombrosi viali (laeta viridia) per scena d'una insipida favola (II. 5), ne ha descritta la situazione in tale modo:

Caesar Tiberius quam petens Neapolim,

In Misenensem villam venisset suam,