[82.] Sinesio passò tre anni (dal 397 al 400) in Costantinopoli, come deputato da Cirene all'Imperatore Arcadio. Esso gli presentò una corona d'oro, e recitò in sua presenza l'istruttiva orazione de Regno (p. 1-32 edit. Petav. Par. 1611). Il Filosofo fu fatto Vescovo di Tolemaide nel 410 e morì verso il 430. Vedi Tillemont, Mem. Eccles. Tom. XII. p. 499, 554, 683-685.

[83.] Sinesio, de Regno p. 21-26.

[84.]

... Qui foedera rumpit

Ditatur; qui servat, eget: vastator Achivae

Gentis et Epirum nuper populatus inultam

Praesidet Illyrico: jam, quos obsedit, amicos

Ingreditur muros; illis responsa daturus,

Quorum conjugibus potitur, natosque peremit.

Claudiano, in Eutrop. l. II, 212. Alarico applaudisce alla propria politica (de Bell. Get. 633-64) nell'uso che fece di questa giurisdizione nell'Illirico.