[89.] Non ostanti gli errori grossolani di Giornandes, che confonde fra loro le guerre Italiche d'Alarico (c. 29) la data, che ei cita del Consolato di Stilicone e d'Aureliano (an. 400) è fissa e rispettabile. Egli è certo, secondo Claudiano (Tillem., Hist. des Emp. Tom. V. p. 804), che la battaglia di Pollenzia seguì nel 403; ma non possiamo facilmente riempire quest'intervallo.

[90.] Tantum Romanae Urbis judicium fugis, ut magis obsidionem barbaricam, quam pacatae urbis judicium velis substinere; Girol. Tom. II. p. 239. Ruffino conobbe il proprio pericolo: la pacifica città era infiammata dalla vecchia Marcella, e dal restante della fazione di Girolamo.

[91.] Gioviano, nemico del celibato e de' digiuni, che fu perseguitato ed insultato dal furioso Girolamo (Jortin., Osserv. Vol. IV. p. 104). Vedasi l'original editto d'esilio nel Cod. Teod. lib. XVI. Tit. V. leg. 43.

[92.] L'epigramma De sene Veronensi, qui suburbium numquam egressus est, è una delle prime e più piacevoli composizioni di Claudiano. L'imitazione di Cowley (Ediz. di Hurd vol. II. p. 251) ha dei tratti naturali e felici; ma è molto inferiore al ritratto originale che è tolto evidentemente dal vero.

[93.]

Ingentem meminit parvo qui germine quercum,

Aequaevumque videt consenuisse nemus

[94.] Claudian., de Bell. Get. 199, 266. Ei può sembrare prolisso; ma il timore e la superstizione occupavano altrettanto spazio nelle menti degl'Italiani.

[95.] Dal passo di Paolino, che è allegato dal Baronio (Annal. Eccl. an. 403. n. 51) si chiarisce, che una generale agitazione avea penetrato tutta l'Italia, fino a Nola nella Campania, dove quel famoso penitente aveva stabilito la sua dimora.

[96.] Solus erat Stilicho. Tal è l'esclusiva lode, che gli dà Claudiano (de Bell. Get. 267) senza neppur eccettuare l'Imperatore. Quanto insignificante dovea comparire Onorio nella sua propria Corte!