Franguntur montes, planumque per ardua Caesar

Ducit opus: pandit fossas, turritaque summis

Disponit castella jugis, magnoque recesso.

Amplexus fines, saltus numerosaque tesqua

Et silvas, vastaque feras indagine claudit.

Pure la semplice verità (Caes. de Bell. Civ. III. 44) è molto più grande delle amplificazioni di Lucano (Phars. l. VI. 2963).

[141.] Le oratorie espressioni d'Orosio «in arido et aspero montis jugo,» «in unum ac parvum verticem» non sono molto adattate all'accampamento d'un grand'esercito. Ma Fiesole, distante solo tre miglia da Firenze, potea somministrare sufficiente spazio pei quartieri di Radagaiso, ed esser compresa dentro il cerchio delle linee Romane.

[142.] Vedi Zosimo l. V. p. 331, e le Croniche di Prospero e di Marcellino.

[143.] Olimpiodoro (appresso Fozio p. 180) usa un'espressione προσηταιρισατο se l'era fatto amico, che indicherebbe una stretta ed amichevole alleanza, e renderebbe tanto più reo Stilicone. Le parole paulisper detentus, deinde interfectus d'Orosio sono sufficientemente odiose.

[144.] Orosio, piamente inumano, sacrifica il Re ed il popolo, Agag e gli Amaleciti, senza un sintomo di compassione. Il sanguinoso attore è meno detestabile del freddo insensibil Istorico.