[151.] Claudiano (Cons. Stil. l. I. 221. l. II. 186) descrive la pace e la prosperità della frontiere Gallica. L'Abate Dubos (Hist. Crit. Tom. I. p. 174) leggerebbe Alba (ignoto ruscello delle Ardenne) invece d'Albis, e si diffonde nel pericolo del bestiame Gallico, che pascola di là dall'Elba. Questa è una stoltezza. Nella Geografia poetica l'Elba e l'Ercinia indicano qualunque fiume o qualunque selva nella Germania. Claudiano non è preparato all'esame rigoroso dei nostri antiquari.
... Geminasque viator
Cum videat ripas, quae sit Romana requirat.
[153.] Girolam. Tom. I. p. 93. Vedi nel primo volume degli Storici di Francia p. 777-782 gli accurati estratti del Carmen de Provident. Divin. e Salviano. L'anonimo poeta medesimo era prigioniero insieme col proprio Vescovo e coi suoi cittadini.
[154.] La dottrina Pelagiana, che s'agitò per la prima volta nell'anno 405, fu condannata nello spazio di dieci anni in Roma ed in Cartagine. S. Agostino combattè, e vinse: ma la Chiesa Greca favorì i suoi avversari, e (quel che è assai singolare) il popolo non prese parte veruna in una disputa, che non poteva intendere.
[155.] Vedi le Memorie di Guglielmo du Bellay l. VI.
[156.] Claudian. I. Cons. Stil. l. II. 250. Si suppone, che gli Scoti d'Irlanda invadessero per mare tutta la costa occidentale della Britannia; e può darsi qualche tenue fede anche a Nennio, ed alle tradizioni Irlandesi (Carte Istor. d'Inghilterra vol. I. p. 169. Whitaker Genuin. Istor. dei Brettoni p. 199). Le sessantasei vite di S. Patrizio, che sussistevano nel nono secolo, dovevano contenere altrettante migliaia di bugie; pure possiamo credere, che il futuro Apostolo fosse condotto via schiavo in una di queste invasioni Irlandesi (Usser. Antiquit. Eccles. Britann. p. 431. e Tillemont Mem. Eccl. Tom. XVI. p. 456, 782).
[157.] Gli usurpatori Britannici son presi da Zosimo (l. VI p. 371-375), da Orosio (l. VII c. 40. p. 576, 577), da Olimpiodoro (ap. Phot. pag. 181), dagl'Istorici Ecclesiastici, e Croniche. Ai Latini però non è noto Marco.
[158.] Cum in Costantino incostantiam.... execrarentur (Sidon. Apollinar. l. V. epist. 9. p. 159. Edit. Secund. Sirmond). Sidonio però potè esser tentato da un bisticcio sì bello ad infamare un Principe, che aveva disonorato il suo avo.