[175.] Vedi Rutilio Numaziano (Itiner. l. II. 41. 60), al quale il religioso entusiasmo ha dettato alcuni eleganti e vigorosi versi. Stilicone tolse ancora le lastre d'oro dalle porte del Campidoglio, e lesse una profetica sentenza, che era incisa sotto di quelle (Zosimo l. V. p. 352). Quelle sono vane istorie; l'accusa però d'empietà aggiunge peso e credito alla lode che Zosimo dà con ripugnanza alle sue virtù.

[176.] Alle nozze d'Orfeo (modesta comparazione!) tutte le parti della natura animata contribuirono i varj lor doni, e gli Dei stessi arricchirono il lor favorito. Claudiano non aveva nè greggi nè armenti, nè viti, nè ulivi. La sua ricca sposa suppliva a tutto questo. Ma egli portò nell'Affrica una lettera commendatizia di Serena, sua Giunone, e fu reso felice (Epist. II ad Serenam).

[177.] Claudiano sentiva l'onore come uno che lo merita (in Praef. Bell. Get.). L'originale inscrizione in marmo si trovò a Roma nel secolo decimoquinto in casa di Pomponio Leto. Avrebbe dovuto erigersi la statua d'un poeta molto superiore a Claudiano nel tempo della sua vita dagli uomini di lettere suoi nazionali e contemporanei. Questo era un nobil disegno!

[178.] Vedi l'epigramma XXX.

Mallius indulget somno noctesque diesque:

In somnis Pharius sacra, profana rapit.

Omnibus hoc, Italae gentes, exposcite votis,

Mallius ut vigilet, dormiat ut Pharius.

Adriano era Fario (d'Alessandria). Vedasi la sua vita pubblicata dal Gotofredo; Cod. Theod. Tom. VI. p. 364. Mallio non dormiva sempre. Compose alcuni eleganti dialoghi sopra i Greci sistemi di Filosofia naturale: Claud. in Mal. Theodor, Conf. 61-112.

[179.] Vedasi la prima lettera di Claudiano. Pure in alcuni luoghi cert'aria di sdegno o d'ironia scuopre la segreta sua ripugnanza.