[165.] Zosimo (l. V. p. 338, 339) ripete le parole di Lampadio, come dette in Latino, non est ista pax, sed pactio servitutis, e quindi le traduce in Greco per comodo dei suoi lettori.
[166.] Egli era venuto dalla costa del Ponto Eussino, ed esercitava uno splendido ufizio, λαμπρας δε στρατειας εν τοις βασιλειοις αξιουμενος; insignito d'un ragguardevol posto militare fra gl'Imperiali. Le sue azioni giustificano il suo carattere, che Zosimo (l. V. p. 340) espone con visibile compiacenza. Agostino venerò la pietà d'Olimpio, che esso chiama vero figlio della Chiesa. Baron. Annal. Ecclesiastic. Ann. n. 19 ec. Tillemont Mémoir. Ecclesiast. Tom. XIII. p. 467, 468. Ma queste lodi, che il Santo Affricano dà così indegnamente, potevan procedere da ignoranze ugualmente che da adulazione.
[167.] Zosimo l. V p. 339, 339. Sozomeno l. IX. c. 4. Stilicone propose d'intraprendere il viaggio di Costantinopoli, per divertire Onorio da quel vano pensiero. L'Impero Orientale non avrebbe obbedito, e non si sarebbe potuto vincere.
[168.] Zosimo (l. V. p. 336-345) ha copiosamente ma senza chiarezza riferito la disgrazia e la morte di Stilicone. Olimpiodoro (appresso Fozio p. 177), Orosio (lib. VII c. 38. p. 571, 572), Sozomeno (l. IX. c. 4), e Filostorgio (l. XI. c. 3. l. XII. c. 2) suppliscono un qualche barlume.
[169.] Zosimo l. V. p. 333. Il matrimonio d'un Cristiano con due sorelle, scandalizza il Tillemont (Hist. des Emper. Tom. V. p. 557.) che aspetta in vano di trovare che il Papa Innocenzio I. operasse qualche cosa in questo articolo, o censurando, o dispensando.
[170.] Si fa onorevol menzione di due suoi amici da Zosimo (l. V. p. 346.), cioè di Pietro Capo della scuola dei Notari, e di Deuterio, Gran Ciamberlano. Stilicone s'era assicurato della Camera; e fa maraviglia, che sotto un Principe debole tal precauzione non fosse capace di renderlo sicuro.
[171.] Sembra, che Orosio (l. VII. c. 38. p. 571, 572) copiasse i falsi e furiosi manifesti, che si sparsero per le Province dalla nuova amministrazione.
[172.] Vedi il Cod. Teod. lib. VII. Tit. XVI. leg. I. lib. IX. Tit. XLIII. leg. XXII. Stilicone vien notato col nome di praedo publicus, che impiegava le sue ricchezze ad omnem ditandam inquietandamque Barbariem.
[173.] Agostino medesimo è contento dell'efficaci leggi, che Stilicone avea pubblicato contro gli Eretici e gli idolatri, e che tuttavia sussistono nel Codice Teodosiano. Ei solo prega Olimpio a confermarle. Baron. Annal. Eccles. an. 408. n. 19.
[174.] Zosimo l. V. p. 351. Noi possiamo osservare il cattivo gusto di quei tempi nell'ornare le statue con tali inetti abbigliamenti.