[193.] Vedi Girolamo Tom. 1. p. 169, 170 ad Eultoch. Egli dà a Paola questi splendidi titoli Graecorum stirps, saboles Scipionum, Pauli haeres, cujus vocabulum trahit, Martiae Papyriae matris Africani vera et germana propago. Questa particolar descrizione suppone un titolo più solido, che il cognome di Giulio, che Tossono aveva comune con mille famiglie delle Province occidentali. Vedi l'Indice di Tacito, delle Iscrizioni del Grutero ec.

[194.] Tacito (Annal. III. 55) afferma, che fra la battaglia d'Azio ed il regno di Vespasiano, il Senato fu di mano in mano ripieno di famiglie nuove, prese da' Municipj e dalle colonie d'Italia.

[195.]

Nec quisquam Procerum tentet (licet aere vetusto

Floreat, et claro cingatur Roma Senatu)

Se jactare parem; sed prima sede relicta

Aucheniis, de jure licet certare secando.

Claudian. in Prob. et Olybrii Cons. 18.

Tal complimento, fatto all'oscuro nome degli Auchenj, ha sorpreso i critici; ma tutti convengono, che qualunque sia la vera lezione di questo passo, non si può applicare il senso di Claudiano che alla famiglia Anicia.

[196.] La data più antica negli annali del Pighio è quella di M. Anicio Gallo Trib. della Plebe nell'anno di Roma 506. Un altro Tribuno Q. Anicio nell'anno 508 si distingue coll'epiteto di Prenestino. Livio (XLV. 43) pone gli Anicj sotto le gran famiglie di Roma.