[197.] Livio XLIV. 30, 31. XLV. 3, 26, 43. Ei pone in buona veduta il merito d'Anicio, e giustamente osserva, che la sua fama fu oscurata dal maggior lustro del trionfo Macedonico che precedè l'Illirico.
[198.] Questi tre Consolati cadono negli anni di Roma 593, 818, e 967, ed i due ultimi ne' regni di Nerone e di Caracalla. Il secondo di que' Consoli si distinse solo per mezzo dell'infame sua adulazione: Tacit. Annal. XV, 74. Ma eziandio la testimonianza dei delitti, se hanno l'impronta della grandezza e dell'antichità, viene ammessa senza ripugnanza a provare la genealogia d'una casa nobile.
[199.] Nel sesto secolo si fa menzione della nobiltà del nome Anicio con singolar rispetto dal Ministro d'un Re Goto d'Italia. (Cassiodoro, Variat. L. X, Ep. 10, 12).
.... Fixus in omnes
Cognatos procedit honos; quemcumque requiras
Hac de stirpe virum, certum est de Consule nasci
Per fasces numerantur avi, semperque renata
Nobilitate virent, et prolem fata sequuntur
Claudiano in Prob. et Olyb. cons. 12. etc. Gli Annii, il nome dei quali sembra essersi trasfuso nell'Anicia, notano i Fasti con molti Consolati, dal tempo di Vespasiano sino al quarto secolo.