[234.] Vedi la terza satira v. 60-125. di Giovenale, che deplora con isdegno.
.... Quamvis quota portio faecis Achaeae?
Jampridem Syrus in Tiberim defluxit Orantes;
Et linguam et mores etc.
Seneca proponendosi di consolare la propria madre (Consol. ad Helv. c. 6.) colla riflessione che una gran parte dell'uman genere si trovava in uno stato d'esilio, le rammenta quanto pochi fra gli abitanti di Roma fossero nati nella città.
[235.] Quasi tutto quello che si è detto del pane, del lardo, dell'olio, del vino etc. può trovarsi nel lib. XIV. del Codice Teodosiano, che tratta espressamente del governo delle grandi città. Si vedano in specie i Titoli 3, 4, 15, 16, 17 e 24. Le autorità correlative son prodotte nel Comentario del Gotofredo; e non v'è bisogno di trascriverle. Secondo una legge di Teodosio, che riduce a danaro la contribuzion militare, una moneta d'oro (cioè undici scellini) equivaleva ad ottanta libbre di lardo, o ad ottanta libbre d'olio, o a dodici moggia di sale (Cod. Teod. l. VIII. Tit. IV. Leg. 17). Questo confronto, paragonato con un altro di sessanta libbre di lardo per un'anfora (Cod. Teod. l. XIV. Tit. IV. Leg. 4), determina il prezzo del vino a circa sedici soldi il gallone.
[236.] L'anonimo autore della Descrizione del Mondo (p. 14. nel Tom. III. Geogr. Minor. Hudson) nel suo barbaro Latino così parla della Lucania: Regio optima et ipsa omnibus abundans, et lardum multum foras emittit. Propter quod est in montibus, cujus escam animalium variam etc.
[237.] Vedi Novell. ad calcem Cod. Theod. D. Valent. l. I. Tit. XV. Questa legge fu pubblicata in Roma il 20. Giugno 452.
[238.] Sueton., in August. c. 42. Il più grand'eccesso dell'Imperatore medesimo, nel suo favorito vino della Rezia, non eccedè mai un Sestario, cioè una pinta Inglese, id. c. 77. Torrent., Ib. e Tavol. d'Arbuthnot p. 86.
[239.] Il suo disegno era di piantar vigne lungo le coste marittime dell'Etruria; Vopisc., in Hist. August. p. 225. cioè nell'orrida, malsana ed incolta Maremma della moderna Toscana.