Scire nefas homini....
Gli ancili o scudi di Marte, pignora Imperii, che si portavano nelle processioni solenni per le calende di Marzo, traevano l'origine da questo misterioso evento (Ovid., Fastor. III. 259, 398). Si aveva probabilmente intenzione di far risorgere quest'antica festa, che era stata soppressa da Teodosio. In tal caso noi scuopriremmo una data cronologica, vale a dire il primo di Marzo dell'anno 409, che finora non si è osservata.
[260.] Sozomeno (l. IX. c. 6.) induce a credere, che l'esperimento fosse realmente fatto, quantunque senza successo; ma non rammenta il nome d'Innocenzo; ed il Tillemont (Mem. Eccl. Tom. X. p. 645) è determinato a non credere, che un Papa potesse esser reo d'una sì empia condiscendenza.
[261.] Il pepe era un ingrediente favorito della più sontuosa cucina Romana, e la sorte migliore di esso vendevasi quindici denarii, o dieci scellini la libbra. Vedi Plinio, Hist. Nat. XII. 14. Era portato dall'India; ed il medesimo paese, cioè la costa del Malabar, tuttavia ne somministra la più grande abbondanza: ma il perfezionamento del commercio e della navigazione ha moltiplicato la quantità e diminuito il prezzo di esso. Vedi Hist. Polit. et Philos. ec. Tom. I. p. 457.
[262.] Questo Capitano Goto è chiamato Athaulphus da Isidoro e da Giornandes; Ataulphus da Zosimo e da Orosio: e da Olimpiodoro Adaoulphus. Io mi son servito del celebre nome d'Adolfo, che sembra essere autorizzato dalla pratica degli Svedesi, figli o fratelli degli antichi Goti.
[263.] Il trattato fra Alarico ed i Romani ec. è preso da Zosimo lib. V. p. 354, 355, 358, 359, 362, 363. Le circostanze, che vi si potrebbero aggiungere, sono troppo poche e di piccola importanza per esigere qualche altra citazione.
[264.] Zosimo, lib. V. p. 367, 368, 369.
[265.] Zosimo, lib. V. p. 360, 361, 362. Il Papa, essendo restato a Ravenna, scansò le imminenti calamità di Roma, Orosio, l. VII. c. 39 p. 573.
[266.] Per le avventure d'Olimpio e de' suoi successori nel ministero, vedi Zosimo (l. V. p. 363, 365, 366) ed Olimpiodoro (ap. Phot. p. 180, 181).
[267.] Zosimo (l. V, p. 364) riferisce tal circostanza con visibile compiacenza, e celebra il carattere di Gennerido come l'ultima gloria del Paganesimo spirante. Assai diversi furono i sentimenti del Concilio di Cartagine, che deputò quattro Vescovi alla Corte di Ravenna per dolersi della legge, stata fatta poco avanti, che ogni conversione al Cristianesimo dovesse esser libera e volontaria. (Vedi Baron., Annal. Eccles. an. 409. n. 12. ap. 48 n. 47, 48).