[268.] Zosimo l. V. p. 367, 368, 369. Questo costume di giurare per la testa o la vita, la salute o il genio del Sovrano era della più remota antichità, tanto in Egitto (Genes. XLII. 15.) quanto nella Scizia. Fu ben tosto per adulazione trasferito a' Cesari, e Tertulliano si duole, che questo fosse l'unico giuramento, che i Romani del suo tempo affettavano di rispettare. Vedasi un'elegante dissertazione dell'Abate Massieu sopra i giuramenti degli antichi nelle Memorie dell'Accadem. delle Inscriz. Tom. I. p. 208, 209.
[269.] Zosimo l. V. p. 368, 369. Io ho moderato l'espressioni d'Alarico, il quale si diffonde in uno stile troppo florido sull'istoria di Roma.
[270.] Vedi Sueton. in. Claud. c. 20. Dione Cassio lib. LX. p. 949. edit. Reimar. e la vivace descrizione di Giovenale Sat. XII. 75. ec. Nel secolo decimosesto, allorchè i residui di questo augusto Porto eran tuttora visibili, gli Antiquari ne abbozzaron la pianta (vedi Danville Mem. dell'Accad. delle Inscriz. Tom. XXX. p. 198), e dichiararono con entusiasmo, che tutti i Monarchi dell'Europa non sarebbero stati capaci d'eseguire un'Opera così grande (Bergier, Hist. des grands chemins des Romains Tom. II. p. 356).
[271.] Ostia Tyberina (Vedi Cluver. Ital. antiq. l. III. 870-879) in numero plurale, o sia le bocche del Tevere eran separate dall'Isola sacra, che formava un triangolo equilatero, ogni lato del quale veniva considerato circa due miglia. La Colonia d'Ostia fu fondata di là dal ramo sinistro o meridionale, e la distanza fra i residui, che ve ne sono, ascende a poco più di due miglia nella Carta del Cingolani. Al tempo di Strabone la sabbia e la belletta depositatavi dal Tevere, avevan ristretto il porto d'Ostia; in seguito la medesima causa ha molto accresciuto la mole dell'Isola sacra, ed appoco appoco ha fatto restare Ostia ed il Porto ad una considerabil distanza dal lido. I canali detti fiumi morti, ed i grandi stagni di Ponente e di Levante dimostrano i cangiamenti del fiume e gli sforzi del mare. Quanto allo stato presente di quest'orrido e desolato paese può consultarsi l'eccellente carta dello Stato Ecclesiastico fatta dai matematici di Benedetto XIV, un'attual descrizione dell'Agro Romano in sei vedute fatta dal Cingolani, che contiene 113,819 rubbj o 570,000 acri inglesi, e la gran carta topografica dell'Ameti in otto vedute.
[272.] Fino dal terzo secolo (Lardner Credibilità del Vangelo Part. II. Vol. III. p. 80-92) o almeno dal quarto (Carol. a S. Paulo Notit. Eccles. p. 47) il Porto di Roma era una città Episcopale, che sembra essere demolita nel nono secolo dal Pontefice Gregorio IV al tempo delle scorrerie degli Arabi. Adesso è ridotto ad un'osteria, ad una Chiesa, ed alla casa o palazzo del Vescovo, che è uno dei sei Cardinali Vescovi della Chiesa Romana. (Vedi Eschinard, Descrizione di Roma e dell'Agro Romano p. 328).
[273.] Quanto all'innalzamento d'Attalo vedi Zosimo l. VI. p. 377, 380, Sozomeno l. IX. c. 8. 9, Olimpiodoro ap. Fozio p. 180, 181, Filostorg. l. XII. c. 3, e Gotofredo Dissert. p 570.
[274.] Possiamo ammettere la testimonianza di Sozomeno quanto all'Arriano Battesimo d'Attalo, e quella di Filostorgio quanto alla sua educazione Pagana. Il visibil contento di Sozomeno, e il dispiacere che egli attribuisce alla famiglia Anicia, sono circostanze assai svantaggiose al Cristianesimo del nuovo Imperatore.
[275.] Egli spinse la sua insolenza a tal segno, che dichiarò, che avrebbe mutilato Onorio avanti di mandarlo in esilio. Ma quest'asserzione di Zosimo vien distrutta dalla più imparziale testimonianza d'Olimpiodoro, che attribuisce tal vergognosa proposizione, la quale fu assolutamente rigettata da Attalo, alla viltà, e forse alla perfidia di Giovio.
[276.] Procop. de Bell. Vandal. l. I. c. 1.
[277.] Vedi la causa e le circostanze della caduta d'Attalo appresso Zosimo l. VI. p. 380-384, Sozomeno l. IX. c. 8, e Filostorgio l. XII. c. 3. I due atti d'indennità, che sono nel Codice Teodosiano l. IX. Tit. 38. leg. 11, 12, e che furono pubblicati il dì 12. di Febbr. ed il dì 7. d'Agosto dell'anno 410. evidentemente si riferiscono a quest'usurpatore.