[346.] Questo sussidio fu molto gradito. I Goti erano insultati da' Vandali della Spagna col nome di Truli, perchè nella estrema loro angustia avevan dato una moneta d'oro per una trula, o circa mezza libbra di farina. Olimpiod. ap. Phot. p. 189.

[347.] Orosio riporta una copia di queste pretese lettere. «Tu cum omnibus pacem habe, omniumque obsides accipe; nos nobis confligimus, nobis perimus, tibi vincimus; immortalis vero questus erit Reipublicae tuae, si utrique pereamus». L'idea è giusta; ma io non posso persuadermi, che s'avesse, o s'esprimesse da' Barbari.

[348.] «Romam triumphans ingreditur» questa è la formale espressione della Cronica di Prospero. I fatti appartenenti alla morte d'Adolfo, ed alle azioni di Vallia son riferiti da Olimpiodoro (ap. Phot. p. 188), da Orosio (L. VII c. 43. p. 584, 587), da Giornandes (De reb. Getic. c. 31, 32), e dalle Croniche d'Idazio e d'Isidoro.

[349.] Ausonio (de claris urbibus p. 157, 262) celebra Bordò col parziale affetto d'un nativo di questa città. Vedasi appresso Salviano (de Gubern. Dei p. 228. Paris 1608) una florida descrizione delle Province dell'Aquitania, e della Novempopulonia.

[350.] Orosio (L. VIII c. 32 p. 550) commenda la dolcezza e la modestia di quei Borgognoni, che trattavano i loro sudditi della Gallia come Cristiani loro fratelli. Mascou ha illustrato l'origine del loro regno nelle prime quattro annotazioni, poste al fine della sua laboriosa Istoria degli antichi Germani (vol. II. p. 555, 572 della traduzione Inglese).

[351.] Vedi Mascou (l. VIII. c. 43, 44, 45). Se si eccettui un breve e sospetto verso della Cronica di Prospero (nel T. I. p. 638) non si trova mai rammentato il nome di Faramondo prima del settimo secolo. L'autore dell'opera intitolata Gesta Francorum (nel T. II p. 543) suggerisce con sufficiente probabilità, che fu raccomandata a' Franchi la scelta di Faramondo, o almeno d'un Re, da Marcomiro di lui padre che era esule nella Toscana.

[352.]

O Lycida, vivi pervenimus: advena nostri

(Quod numquam veriti sumus) ut possessor agelis

Diceret: Haec mea sunt; veteres migrate coloni