[34.] L'esempio di Malco (Girolamo Tom. I. p. 256), ed il disegno di Cassiano, e del suo amico (Collat. 24, 1) sono incontrastabili prove della lor libertà, che è descritta elegantemente da Erasmo nella vita che ha fatto di S. Girolamo. (Vedi Chardon Hist. des Sacremens Tom. VI. p. 379, 300).
[35.] Vedi le leggi di Giustiniano (Novell. 123. n. 42), e di Lodovico Pio (negli Storici di Francia T. VI. p. 427), e l'attuale giurisprudenza Francese, presso Denisart (Devis, Tom. IV. p. 855).
[36.] L'antico Codex Regularum, compilato da Benedetto Aniano, riformatore de' Monaci, nel principio del nono secolo, e pubblicato nel decimosettimo da Luca Holstenio, contiene trenta regole diverse per gli uomini, e per le donne. Sette di queste furon composte in Egitto, una nell'Oriente, una in Cappadocia, una in Italia, una in Affrica, quattro in Spagna, otto nella Gallia o Francia, ed una nell'Inghilterra.
[37.] La regola di Colombano, che tanto prevalse in Occidente, assegna cento sferzate per mancanze molto leggiere (Cod. Reg. part. 2. pag. 174). Prima del tempo di Carlo Magno, gli Abbati si divertivano a mutilare i loro Monaci, o a levar loro gli occhi, pena molto meno crudele del tremendo vade in pace (prigione sotterranea, o sepolcro), che fu inventato in seguito. Vedasi un ammirabil discorso dell'erudito Mabillon (Oeuvr. Posthum. Tom. II. p. 321, 336) che in quest'occasione sembra inspirato dal genio dell'umanità. Per tale sforzo gli si può perdonare la sua difesa della santa lacrima di Vandomo p. 561-399.
[38.] Sulp. Severo Dial, I. 12, 13. p. 532. Cassiano Inst. lib. IV. c. 26, 27. Praecipua ibi virtus et prima est obedientia. Tra le parole Seniorum (in vit. Patrum lib. V, p. 617) il decimo quarto libello, o discorso s'aggira sopra l'ubbidienza: ed il Gesuita Rosweyde, che pubblicò quel grosso volume per uso de' Conventi, ha raccolto ne' due suoi copiosi indici tutti i passi, che vi sono sparsi.
[39.] Il Dottor Jortin (Osservazioni sull'istoria Eccles. vol. IV. p. 161) ha notato lo scandaloso valore de' Monaci Cappadoci, di cui si vide l'esempio nell'esilio del Grisostomo.
[40.] Cassiano ha descritto semplicemente, quantunque con diffusione, l'abito monastico dell'Egitto (Istit. l. I) a cui Sozomeno (l. III, c. 14) attribuisce qualche allegorico senso, e virtù.
[41.] Regul. Bened. n. 55, in Cod. Regularum Part. 2. p. 51.
[42.] Vedi la regola di Ferreolo Vescovo d'Uzés (m. 31. in Cod. Regul. p. 2. p. 136), e d'Isidoro, Vescovo di Siviglia (n. 33. in Cod. Regul. p. 2. p. 214).
[43.] Si dava qualche particolar permissione per le mani e per i piedi: Totum autem corpus nemo unguet, nisi causa infirmitatis, nec lavabitur aqua nudo corpore nisi languor perspicuus sit. (Regul. Pachom. 92. Part. 1. p. 78).