[54.] Vedi Girolamo Tom. 1. p. 576, 183. Il Monaco Pambo diede questa sublime risposta a Melania, che desiderava di specificare il valore del suo dono: «L'offri tu a me, o a Dio? Se a Dio, quello, che sospende le montagne in una bilancia, non ha bisogno d'essere informato del peso del tuo dono». (Pallad. Hist. Lausiac. c. 10. in vit. Patr. l. VIII. p. 715).

[55.] Το πολυ μερος της ω̃κειωσαντο, προφασει των μεταδιδοναι παντα πτωχοις, παντας (ωσοιπειν) πταχους καταστησαντες. Zosimo L. V. p. 325. Pure la ricchezza de' Monaci orientali fu di gran lunga oltrepassata dalla principesca grandezza de' Benedettini.

[56.] Il sesto Concilio generale (il Quinisesto in Trullo Can. 47. ap. Beverid. Tom. 1. p. 213) proibisce alle donne di passar la notte in un Monastero di maschi, e agli uomini in uno di femmine. Il settimo Concilio generale (il Niceno II. Can. 20. ap. Bevereg. Tom. I. p. 325) vieta i Monasteri doppi, o promiscui di ambidue i sessi; ma si rileva da Balsamone, che tal proibizione non fu efficace. Sopra i piaceri, e le spese irregolari del Clero, e de' Monaci, vedi Tommassin. Tom. III. p. 1334, 1368.

[57.] Io ho udito, o letto in qualche luogo questa sincera confessione d'un Abbate Benedettino: «Il mio voto di povertà mi ha dato centomila scudi l'anno; il mio voto di ubbidienza mi ha inalzato al grado di Principe Sovrano.» Mi son dimenticato delle conseguenze del suo voto di castità.

[58.] Pior, Monaco Egiziano, permise alla sua sorella di vederlo; ma durante la visita tenne sempre gli occhi chiusi. Vedi vit. Patr. l. III, p. 504. Potrebbero addursi molti altri simili esempi.

[59.] Gli articoli 7, 8, 29, 30, 31, 34, 57, 60, 86 e 95 della regola di Pacomio impongono le leggi più intollerabili di silenzio e di mortificazione.

[60.] Le preghiere diurne e notturne de' Monaci vengono lungamente discusse da Cassiano ne' libri terzo e quarto delle sue Instituzioni; ed egli costantemente preferisce la liturgia, che un Angelo avea dettata a' Monasteri di Tabenna.

[61.] Cassiano descrive per propria esperienza l'acedia o torpidezza di spirito e di corpo, a cui trovavasi esposto un Monaco, allorchè sospirava trovandosi solo: Saepiusque egreditur, et ingreditur cellam, et solem velut ad occasum tardius properantem crebrius intuetur (Instit.)

[62.] Le tentazioni, ed i tormenti di Stagirio furono da quell'infelice giovane comunicati a S. Gio. Grisostomo, suo amico. Vedi Middleton Oper. Vol. I, p. 107, 110. In simile guisa presso a poco principia la vita d'ogni Santo, ed il famoso Inigo, o Ignazio fondatore de' Gesuiti (Vit. di Inigo di Guiposcoa Tom. I, p. 29, 38) può servire di memorabil esempio.

[63.] Fleury Hist. Eccl. Tom. VII. pag. 46. Ho letto in qualche luogo delle Vite de' Padri, ma non ho potuto ritrovarlo, che vari, e credo molti de' Monaci, che non manifestavano all'Abbate le loro tentazioni, divenivano rei di suicidio.