[174.] Vedi la lettera scritta dal Pontefice Anastasio al convertito Reale (in Tom. IV. p. 50, 51). Avito, Vescovo di Vienna, scrisse a Clodoveo sul medesimo soggetto (p. 49); e molti Vescovi Latini lo vollero assicurare del loro contento ed attaccamento.

[175.] In vece di Αρβορρυχοι, ignoto Popolo, che si trova nel testo di Procopio, Adriano di Valois ha restituito il nome più a proposito di Αρμορυχοι, e questa facile correzione si è quasi universalmente approvata. Pure uno spregiudicato lettore naturalmente supporrebbe, che Procopio intendesse di descrivere una tribù di Germani alleata di Roma, non già una confederazione di Città della Gallia, che si fossero ribellate dall'Impero.

[176.] Questa importante digressione di Procopio (De Bell. Goth. L. I. c. 12, in Tom. II. p. 29, 36) illustra l'origine della Monarchia francese. Pure bisogna osservare, I. che l'Istorico Greco dimostra una ignoranza inescusabile della geografia dell'Occidente; II. che questi trattati e privilegi, che dovevan lasciare qualche durevole traccia dopo di loro, sono totalmente invisibili presso Gregorio di Tours, nelle Leggi Saliche ec.

[177.] Regnum circa Rhodanum, aut Ararim cum provincia Marsiliensi retinebat. Gregorio Turon. L. II. c. 32. in T. II. p. 178. La Provincia di Marsiglia fino alla Duranza fu in seguito ceduta agli Ostrogoti: e si suppone, che le sottoscrizioni di venticinque Vescovi rappresentassero il Regno di Borgogna (an. 519. Concil. Epaon. in Tom. IV. p. 104, 105). Nondimeno eccettuerei Vindonissa. Il Vescovo, che viveva sotto i Pagani alemanni, doveva naturalmente intervenire a' sinodi del vicino Regno Cristiano. Mascou (nelle sue prime quattro annotazioni) ha spiegato molte circostanze relative alla Monarchia di Borgogna.

[178.] Mascou (Istor. de German. XI. 10), che diffida con molta ragione della testimonianza di Gregorio di Tours, ha prodotto un passo d'Avito (Epist. 5) per provare, che Gundobaldo affettava di deplorare quel tragico successo, a cui da' suoi sudditi affettavasi d'applaudire.

[179.] Vedasi l'original conferenza (in Tom. IV. p. 99, 102). Avito, principale attore, e probabilmente segretario del Congresso, era Vescovo di Vienna. Un breve ragguaglio della persona e delle opere di esso può trovarsi presso il Dupin (Biblioth. Eccles. Tom. V. p. 5, 10).

[180.] Gregorio di Tours (L. III. c. 19. in Tom. II. p. 199) soddisfa il suo genio, o piuttosto trascrive qualche più eloquente scrittore nella descrizion di Digione, Fortezza che già meritava il titolo di Città. Fu dipendente da' Vescovi di Langres fino al duodecimo secolo, ed in seguito divenne la capitale de' Duchi di Borgogna. (Longuerue, Descript. de la France P. 1. p. 280).

[181.] L'Epitomatore di Gregorio di Tours (in Tom. II. p. 401) ci ha conservato questo numero di Franchi; ma suppone arbitrariamente, ch'essi fossero tagliati a pezzi da Gundobaldo. Il prudente Borgognone risparmiò i soldati di Clodoveo, e gli mandò prigionieri al Re de' Visigoti, che gli stabilì nel Territorio di Tolosa.

[182.] In questa guerra di Borgogna ho seguitato Gregorio di Tours (L. II. c. 32, 33. in Tom. II. p. 176, 279) la narrazione del quale sembra così contraria a quella di Procopio (De Bell. Goth. L. I. c. 12. in Tom. II. p. 31, 32), che alcuni critici hanno supposto due guerre diverse. L'Abbate Dubos (Hist. Crit. ec. Tom. II. p. 126, 162) ne ha distintamente rappresentate le cause, e gli eventi.

[183.] Vedasi la sua vita, o leggenda (in Tom. III. p. 402). Martire! come si è stranamente allontanata, questa parola dall'originale suo senso di comun testimone. S. Sigismondo era famoso per la cura delle febbri.