[260.] Vedi l'Abbate di Mably Observat. Tom. I p. 34, 50. Parrebbe, che le assemblee nazionali le quali, quanto alla loro instituzione, sono contemporanee al principio della Nazion francese, non fossero mai state confacenti al suo genio.
[261.] Gregorio di Tours (l. VIII c. 50 in Tom. II p. 225, 226) riferisce con molta indifferenza i delitti, il rimprovero, e l'apologia. Nullus Regem metuit, nullus Ducem, nullus comitem reveretur: et si fortassis alicui ista displicent, et ea, pro longaevitate vitas vestras, emendare conatur, statim seditio in populo, statim tumultus exoritur, et in tantum unusquisque contra seniorem saeva intentione grassatur, ut vix se credat evadere, si tandem silere nequiverit.
[262.] La Spagna, in quegli oscuri tempi, è stata specialmente sfortunata. I Franchi ebbero un Gregorio di Tours; i Sassoni, o Angli un Beda; i Longobardi un Paolo Warnefrido ec. Ma l'istoria de' Visigoti si contiene nelle brevi ed imperfette croniche d'Isidoro di Siviglia, e di Giovanni di Bielar.
[263.] Tali sono le querele di S. Bonifacio, Apostolo della Germania, e riformator della Gallia (in Tom. IV p. 94). Gli ottant'anni ch'esso deplora, di licenza e di corruzione, sembra che indichino, che i Barbari fossero ammessi nel Clero verso l'anno 660.
[264.] Gli atti de' Concili di Toledo son sempre i più autentici monumenti della Chiesa e della Costituzione di Spagna. I seguenti passi particolarmente sono importanti L. III 17, 18. IV 75. V 2, 3, 4, 5, 8. VI 11, 12, 13, 14, 17, 18. VII l. XIII 2, 3, 6. Ho trovato Mascou (Istor. degli ant. Germani XV 20 ed Annotazioni XXVI, XXXIII) e Ferreras (Hist. Gener. de l'Espagn. Tom. 2) guide molto utili ed accurate.
[265.] Il Codice de' Visigoti regolarmente diviso in dodici libri, è stato correttamente pubblicato da Domenico Bouquet (in Tom. IV p. 273, 460). Esso fu trattato dal presidente di Montesquieu (Espr. des Loix l. XXVIII c. 1) con eccessivo rigore. Mi dispiace lo stile di esso; ne detesto la superstizione; ma ardisco di credere, che la Giurisprudenza civile dimostra uno stato di società più incivilito ed illuminato, che quello de' Borgognoni e anche de' Lombardi.
[266.] Vedi Gilda, de Excidio Britanniae c. II 25 p. 4, 9 Edit. Gale, Nennio, Hist. Britan c. 28, 35, 65 p. 105, 115 Edit. Gale, Beda, Hist. Eccles. Gentis Anglor. L. I c. 12, 16 p. 49, 53 c. 22 p. 58 Edit. Smith, la Cronica Sassone p. 22, 23 ec. Edit. Gibson. Le leggi Anglo-Sassone furono pubblicate da Wilkins Lond. 1731 in fol. e le leggi Walliche da Wotton e Clarke Lond. 1730 fol.
[267.] Il laborioso Carte, e l'ingegnoso Whitaker sono i due moderni scrittori, a' quali principalmente io son debitore. La istoria particolare di Manchester abbraccia, sotto quell'oscuro titolo, un soggetto quasi tanto esteso, quanto è l'istoria generale d'Inghilterra.
[268.] Quest'invito, che può in qualche modo fondarsi sulle incerte espressioni di Gilda e di Beda, è ridotto ad una regolare storia da Witikindo, Monaco Sassone del decimo secolo (Ged. Consin, Hist. de l'Empire d'Occident Tom. II p. 366). Rapin, ed anche Hume si sono troppo francamente serviti di questa sospetta testimonianza senz'aver riguardo alla precisa e probabile autorità di Nennio: «Interea venerunt tres Chiulae a Germania in exilio pulsae, in quibus erant Hors, et Hengist.»
[269.] Nennio attribuisce a' Sassoni l'uccisione di trecento Capi Brettoni: delitto non incoerente a' selvaggi loro costumi. Ma non siam obbligati a credere (Vedi Jeffrey di Monmouth L. VIII c. 9, 12), che Stonehenge sia un monumento di essi, che i giganti avevano anticamente trasportato dall'Affrica nell'Irlanda, e che fu quindi recato nella Brettagna per ordine d'Ambrogio, e per l'arte di Merlino.