[270.] Tutte queste Tribù vengono espressamente enumerate da Beda (L. I c. 15 p. 52 L. V c. 9 p. 190), e quantunque io abbia esaminato le osservazioni del Whitaker (Ist. di Manchest. vol. II p. 538, 443) pure non vedo quale assurdità venga da supporre, che i Frisi ec. si fossero mescolati con gli Anglo-Sassoni.

[271.] Beda ha enumerato sette Re, due Sassoni, uno Juta, e quattro Angli, che l'uno dopo l'altro acquistarono una indefinita superiorità di potenza e di fama nell'Eptarchia. Ma il regno loro fu l'effetto non della legge, ma della conquista; ed egli osserva in simili termini, che uno di essi soggiogò le isole di Man e d'Anglesey, ed un altro impose tributo agli Scoti, ed a' Pitti (Hist. Eccl. Lib. II cap. 5 p. 83).

[272.] Vedi Gilda, de excid. Britann. cap. I pag. 1 Edit. Gale.

[273.] Il Whitaker (Istor. di Manchester Vol. II p. 503, 516) ha sottilmente esposta questa patente assurdità, che si era passata senz'avvertirla dagl'Istorici generali, occupati ad esaminare avvenimenti più interessanti.

[274.] A Beran-birig, o castel Barbury, vicino a Marlborough. La Cronica Sassone determina il nome e la data; Cambden (Britannia Vol. I p. 128) fissa il luogo; ed Enrico d'Huntingdon (Scriptor. post. Bedam p. 314) riferisce le circostanze di questa battaglia. Esse son probabili e caratteristiche; e gli Storici del secolo XII potevan consultare dei materiali, che non esistono più.

[275.] Cornovaglia fu soggiogata finalmente da Atelstano (an. 927, 941), che fissò una Colonia Inglese a Exeter, e confinò i Brettoni di là dal fiume Tamar. Vedi Guglielmo di Malmsbury L. II fra gli Scrittori post Bedam p. 50. Lo spirito de' Cavalieri di Cornovaglia restò avvilito dalla servitù, e sembra, secondo il romanzo di Tristram, che la loro infingardaggine si fosse quasi ridotta in proverbio.

[276.] Si prova lo stabilimento de' Brettoni nella Gallia, seguito nel sesto secolo, per mezzo di Procopio, di Gregorio di Tours, del secondo Concilio Turonense (an. 567), e delle loro croniche, e vite di Santi meno sospette. La sottoscrizione d'un Vescovo de' Brettoni al primo Concilio Turonense (an. 461 o piuttosto 481), l'armata di Riotamo, e le incerte declamazioni di Gilda (alii transmarinas petebant regiones c. 25 p. 8) posson dar motivo a fissare un'emigrazione verso la metà del quinto secolo. Prima di quella epoca i Brettoni dell'Armorica non si trovano, che ne' romanzi; e mi fa maraviglia, che il Whitaker (Genuina Istor. de' Brettoni p. 214, 221) abbia si fedelmente copiato la grossolana ignoranza di Carte, di cui ha sì rigorosamente gastigato gli errori più leggieri.

[277.] Le antichità di Brettagna, che sono state soggetto anche di controversie politiche, si sono illustrate da Adriano Valesio (Notitia Galliar. sub voce Britannia Cismarina p. 98, 100), dal Da Anville (Notice de l'ancienne Gaule, Corisopiti, Curiosolites, Osismii, Vergavium p. 248, 258, 308, 720 ed Etats de l'Europ. p. 76, 80), da Longuerue (Descript. de la France Tom. I p. 84, 94), e dall'Abbate Vertot (Hist. crit. de l'Etablissem. des Bretons dans les Gaules 2 Vol. in 12 Paris 1720). Io non posso avere che il merito d'esaminare le prove originali, ch'essi hanno prodotte.

[278.] Beda, che nella sua cronica (p. 28) pone Ambrogio sotto il regno di Zenone (an. 474, 491) osserva, che i suoi maggiori erano stati purpura induti, lo che egli spiega nella sua storia Ecclesiastica colle parole regium nomen et insigne ferentibus (L. I c. 16 p. 53). L'espressione di Nennio (c. 44 p. 110 Edit. Gale) è vieppiù singolare: Unus de consulibus Gentis Romanicae est pater meus.

[279.] Per unanime, quantunque dubbiosa, congettura dei nostri Antiquari, Ambrogio si confonde con Natanleod, che perdè la vita l'anno 508 insieme con cinquemila de' suoi sudditi in una battaglia contro Cerdic, Sassone occidentale (Chron. Saxon. p. 17, 18).