[340.] In una lastra d'oro s'incisero le prime quattro lettere (ΘΕΟΔ) del suo nome, e quindi postala sulla carta, il Re faceva scorrere la sua penna per le incisioni di quella (Anonym. Valesian. ad calcem Ammiani Marcellin. p. 722). Questo fatto, autenticato dalla testimonianza di Procopio, e almeno de' Goti contemporanei (Gothic. l. 1 c. 2 p. 311) prevale assai alle vaghe lodi d'Ennodio (Sirmond., Oper. Tom. 1 p. 1596) e di Teofane (Chronograp. p. 112).

[341.] Statura est, quae resignet proceritate regnantem (Ennod. p. 1614). Il Vescovo di Pavia (voglio dire quell'Ecclesiastico che desiderava d'esser Vescovo) passa in seguito a celebrar la carnagione, gli occhi, le mani ec. del suo Sovrano.

[342.] Descrivono lo Stato degli Ostrogoti, ed i primi anni di Teodorico, Giornandes (c. 52, 56 p. 689, 696) e Malco (Excerpt. Legat. p. 78, 80) che lo chiama erroneamente figlio di Walamiro.

[343.] Teofane (p. 111) inserisce nella sua storia una copia delle Sacre lettere di lei alle province: ιστε οτι βασιλεον εμετερον εστι.... και οτι προχειρησαμεθα βασιλεα τρασκαλλισαιον ec. (sapete, che nostro è l'Impero... e che facemmo Trascalisseo Imperatore, ec.). Tali donnesche pretensioni avrebber fatto stupire gli schiavi de' primi Cesari.

[344.] cap. XXXVI Tom. VI p. 136.

[345.] Suidas Tom. I p. 332, 333 Edit. Kuster.

[346.] Le storie contemporanee di Malco, e di Candido si son perdute: ma se ne conservarono alcuni estratti o frammenti presso Fozio (LXXVIII, LXXIX p. 100, 102), presso Costantino Porfirogenito (Excerpt. Legat. p. 78, 97), ed in vari articoli del Lessico di Suida. Quanto a' regni di Zenone e d'Anastasio la Cronica di Marcellino (Imago Historiae) è originale: e debbo confessare, almeno rispetto agli ultimi tempi, le mie obbligazioni alle vaste ed esatte Collezioni del Tillemont (Hist. des Emp. Tom. VI pag. 472, 652).

[347.] In ipsis congressionis tuae foribus cessit invasor, cum profugo per te sceptra redderentur de salute dubitanti. Ennodio poi giunge fino (p. 1596, 1597 Tom. 1 Sirmond.) a trasportare il suo Eroe (forse sopra un dragon volante?) nell'Etiopia, oltre il tropico di cancro. Quel che dicono il Frammento Valesiano (pag. 717), Liberato (Brev. Eutych. c. 25 p. 118), e Teofane (p. 112), è più sobrio e ragionevole.

[348.] Viene specialmente imputato questo crudele uso ai Goti Triarj, meno (forse più) barbari, per quanto sembra, de' Walamiri; ma si accusa il figlio di Teodemiro della rovina di molte Città Romane (Malco, Excerpt. Legat. p. 95).

[349.] Giornandes (cap. 56, 57 p. 696) espone i servigi di Teodorico, ne confessa le ricompense, ma dissimula la sua ribellione, di cui ci sono stati conservati questi curiosi ragguagli da Malco (Excerpt. Legat. p. 78, 97). Marcellino, famigliare di Giustiniano, sotto il quarto Consolato del quale (an. 534) compose la sua Cronica (Scaligero Thesaur. tempor. P. II p. 34, 57) scuopre il suo pregiudizio, e la sua passione; in Graeciam debacchantem.... Zenonis munificentia pene pacatus..... beneficiis numquam satiatus, etc.