I Galli[141], che soffrivano impazientemente il giogo Romano ebbero una memorabil lezione da uno de' Luogotenenti di Vespasiano, il grave sentimento del quale si è raffinato ed espresso dal genio di Tacito[142]. «La protezione della Repubblica ha liberato la Gallia dall'interna discordia, e dalle straniere invasioni. Con la perdita dell'indipendenza nazionale avete acquistato il nome ed i privilegi di Cittadini Romani. Voi godete in comune con noi medesimi i costanti vantaggi del governo civile, e la remota vostra situazione è meno esposta a' danni accidentali della tirannide. Invece d'esercitare i diritti della conquista, ci siamo contentati d'imporvi que' tributi che son necessari per la propria vostra conservazione. Non si può assicurar la pace senza le armi, queste debbono sostenersi a spese del Popolo. È per vantaggio vostro, non per causa nostra, che noi guardiamo la frontiera del Reno contro i feroci Germani, che hanno sì spesso tentato, e brameranno sempre di cangiare la solitudine de' loro boschi e paludi con la ricchezza e fertilità della Gallia. La caduta di Roma sarebbe fatale per le Province; e voi restereste sepolti nelle rovine di quella gran fabbrica, che si è innalzata dal valore e dalla saviezza d'ottocento anni. L'immaginaria vostra libertà sarebbe insultata ed oppressa da un selvaggio Signore; ed all'espulsione de' Romani succederebbero le ostilità eterne de' Barbari conquistatori[143].» Fu accettato questo salutevol avviso, e tale strana predizione ebbe il suo compimento. Nello spazio di quattrocento anni, i fieri Galli, che avevano affrontato le armi di Cesare, si confusero, senz'avvedersene, nella massa generale de' cittadini ed de' sudditi: l'Impero Occidentale si sciolse, ed i Germani, che avevano passato il Reno, ardentemente combatterono per il possesso della Gallia, ed eccitarono il disprezzo o l'aborrimento de' pacifici e culti di lei abitatori. Con quell'intimo orgoglio, che la superiorità delle cognizioni e del lusso comunemente suole inspirare, deridevano essi i chiomati e giganteschi selvaggi del Nord; i rozzi loro costumi, l'incoerente letizia, il vorace appetito e l'orrida figura loro, ugualmente disgustosa per la vista, che per l'odorato. Si coltivavano tuttavia nelle scuole d'Autun e di Bordeaux gli studi liberali; ed il linguaggio di Cicerone e di Virgilio era famigliare alla Gallica Gioventù. Restaron sorprese le lor orecchie da' duri ed incogniti suoni del dialetto germanico, ed ingegnosamente si dolsero, che le muse tremanti fuggivano l'armonia della Lira burgundica. I Galli eran dotati di tutti i vantaggi della natura e dell'arte; ma siccome loro mancava il coraggio per difendersi, furono giustamente condannati ad ubbidire, ed anche adulare i vittoriosi Barbari, dalla clemenza de' quali essi riconoscevano le precarie sostanze e le vite loro[144].

A. 476-485

Appena Odoacre ebbe estinto l'Impero Occidentale, cercò l'amicizia de' più potenti fra' Barbari. Il nuovo Sovrano dell'Italia cedè ad Enrico, Re de' Visigoti, tutte le conquiste Romane di là dalle Alpi fino al Reno ed all'Oceano[145]: ed il Senato potè confermare questo liberal dono con qualche ostentazione di potere, senza veruna real perdita di entrate, o di dominio; le legittime pretensioni d'Enrico erano giustificate dall'ambizione, e dal successo; e la Nazione gotica poteva, sotto il suo comando, aspirare alla Monarchia della Spagna e della Gallia. Arles e Marsiglia si arresero alle sue armi, egli oppresse la libertà dell'Alvergna; ed il Vescovo d'essa condiscese a comprare il proprio richiamo dall'esilio con un tributo di giusta ma involontaria lode. Sidonio stava alle porte del palazzo in mezzo ad una folla di ambasciatori e di supplichevoli; ed i vari loro negozi alla Corte di Bordeaux dimostravano la potenza e la fama del Re de' Visigoti. Gli Eruli del distante Oceano, che tingevano i nudi lor corpi con cerulei colori, ne implorarono la protezione; ed i Sassoni rispettarono le marittime Province d'un Principe, privo di forze navali. Gli alti Borgognoni si sottoposero alla sua autorità; nè restituì gli schiavi Franchi, finattantochè non ebbe ridotto quella fiera nazione a termini d'una pace disuguale. I Vandali dell'Affrica coltivavano la sua vantaggiosa amicizia; e gli Ostrogoti della Pannonia erano sostenuti dal potente suo aiuto contro l'oppressione dei vicini Unni. Il Nord (tali sono le superbe espressioni del Poeta) era agitato e posto in calma dal cenno di Enrico; il gran Re della Persia consultò l'oracolo dell'Occidente; ed il vecchio Dio del Tevere fu protetto dal crescente Genio della Garonna[146]. La fortuna delle nazioni spesso dipende dagli accidenti, e la Francia può attribuire la sua grandezza all'immatura morte del Re Goto, in un tempo in cui Alarico, suo figlio, era un'innocente fanciullo, e Clodoveo[147], suo nemico, un ambizioso e prode garzone.

A. 481-511

Mentre Childerico, padre di Clodoveo, si trovava in esilio in Germania, fu trattato amichevolmente dalla Regina, ugualmente che dal Re dei Turingi. Dopo il suo ritorno, Basina fuggì dal letto del marito nelle braccia dell'amante; liberamente dichiarando, che se avesse conosciuto un uomo più savio, più forte e più bello di Childerico, questo sarebbe stato l'oggetto della sua preferenza[148]. Clodoveo fu la prole di questa volontaria unione; e non avea più di quindici anni, quando successe, per la morte di suo padre, al comando della Tribù Salica. Gli angusti confini del suo Regno[149] si limitavano all'isola de' Batavi, con le antiche diocesi di Tournay e d'Arras[150]; ed al tempo del battesimo di Clodoveo il numero de' suoi guerrieri non sorpassava i cinquemila. Le ardenti tribù dei Franchi, che si erano stabilite lungo i Belgici fiumi della Schelda, della Mosa, della Mosella e del Reno, erano governati da' loro indipendenti Re della stirpe Merovingica, uguali, alleati e talvolta nemici del Principe Salico. Ma i Germani che obbedivano, in tempo di pace, all'ereditaria giurisdizione de' loro Capi, eran liberi di seguitare in guerra la bandiera d'un popolare e vittorioso Generale; ed il merito superiore di Clodoveo si attirò il rispetto e l'omaggio della nazionale confederazione. Quando si pose in campo la prima volta, non aveva nel suo erario nè oro nè argento, nè vino nè grano ne' suoi magazzini[151]; ma esso imitò l'esempio di Cesare, che nell'istesso luogo aveva acquistato delle ricchezze con la spada, e comprato dei soldati co' frutti della conquista. Dopo ciascheduna vantaggiosa battaglia e spedizione, le spoglie s'accumulavano in una massa comune; ogni guerriero ne aveva la sua parte, e la dignità reale si sottometteva agli uguali regolamenti della legge militare. L'indomito spirito de' Barbari s'indusse a riconoscere i vantaggi della regolar disciplina[152]. Nell'annua rivista del mese di Marzo diligentemente s'esaminavano le loro armi; e quando attraversavano un territorio amico, era loro proibito di toccare un filo d'erba. La giustizia di Clodoveo era inesorabile, ed i suoi trascurati o disubbidienti soldati eran puniti immediatamente di morte. Sarebbe superfluo il lodare il valore d'un Franco: ma quello di Clodoveo era diretto dalla fredda e consumata prudenza[153]. In tutti i suoi trattati con gli altri, calcolava il peso dell'interesse, della passione e dell'opinione, e le sue misure alle volte si adattavano a' sanguinari costumi de' Germani ed alle volte venivano moderate dal genio più dolce di Roma e del Cristianesimo. Fu interrotto nel corso della vittoria, poichè morì nell'età di quarantacinque anni; ma egli aveva già stabilita, in un Regno di trent'anni, la Monarchia francese nella Gallia.

A. 486

La prima impresa di Clodoveo fu la disfatta di Siagrio, figlio d'Egidio, ed in quest'occasione si accese forse la contesa pubblica dal privato risentimento. La gloria del padre insultava sempre la stirpe Merovingica; e la potenza del figlio potè eccitare la gelosa ambizione del Re de' Franchi. Siagrio ereditò, come uno Stato patrimoniale, la città, e la diocesi di Soissons: i desolati residui della seconda Belgica, Reims e Troia, Beauvais ed Amiens si sarebbero naturalmente sottomessi al Conte o Patrizio[154]; e dopo lo smembramento dell'Impero Occidentale, egli avrebbe potuto regnare col titolo, o almeno coll'autorità di Re de' Romani[155]. Come Romano, era stato educato negli studi liberali della Rettorica e della Giurisprudenza; ma per accidente e per politica si trovò impegnato nell'uso famigliare dell'idioma germanico. Gl'indipendenti Barbari ricorrevano al tribunale d'uno straniero, che aveva il singolar talento di spiegare, nella nativa lor lingua, i dettami della ragione e dell'equità. La diligenza e l'affabilità del loro giudice lo renderono popolare, l'imparziale saviezza de' suoi decreti ottenne la lor volontaria ubbidienza, ed il regno di Siagrio su' Franchi e Borgognoni pareva, che facesse risorgere la primitiva istituzione della società civile[156]. In mezzo a queste pacifiche occupazioni, Siagrio ricevè ed arditamente accettò l'ostile disfida di Clodoveo che invitò il suo rivale, secondo lo spirito, e quasi nel linguaggio cavalleresco, a stabilirne il giorno ed il campo[157] di battaglia. Al tempo di Cesare, Soissons avrebbe dato un corpo di cinquantamila cavalli; e tal esercito sarebbe stato abbondantemente fornito di scudi, di corazze e di macchine militari, da tre arsenali o manifatture della città[158]. Ma s'era da gran tempo esaurito il coraggio ed il numero della gallica Gioventù; e le vaganti truppe di volontari o mercenari, che marciavano sotto le bandiere di Siagrio, erano incapaci di contendere col nazional valore dei Franchi. Non sarebbe giusto senza qualche più esatta cognizione della forza e de' mezzi di Siagrio, il condannarne la rapida fuga, mentre dopo la perdita di una battaglia fuggì alla distante Corte di Tolosa. La debole minorità d'Alarico non voleva assistere, o difendere un infelice fuggitivo. I pusillanimi[159] Goti furono intimoriti dalle minacce di Clodoveo; ed il Romano Re dopo un breve confino fu abbandonato nelle mani del carnefice. Le città belgiche s'arresero al Re de' Franchi; ed i suoi Stati s'ingrandirono verso l'Oriente dall'ampia Diocesi di Tongres[160], che Clodoveo conquistò nel decimo anno del suo Regno.

A. 469

Si è tratto assurdamente il nome di Alemanni dall'immaginario loro stabilimento sulle rive del lago Leman[161]. Quel felice distretto, dal lago ad Avenche, ed al monte Giura, fu occupato da' Borgognoni[162]. In fatti le parti settentrionali dell'Elvezia erano state soggiogate da' feroci Alemanni, che distrussero con le proprie lor mani i frutti della loro conquista. Una Provincia coltivata ed ornata dalle arti di Roma, fu di nuovo ridotta ad un selvaggio deserto; e possono tuttavia scuoprirsi alcuni vestigi della magnifica Vindonissa nella fertile e popolata Valle dell'Aar[163]. Dalla sorgente del Reno fino alla sua unione col Meno e con la Mosella i formidabili sciami degli Alemanni dominavano ambe le parti del fiume per diritto d'antico possesso, o di recente vittoria. Si erano sparsi nella Gallia, sulle moderne Province dell'Alsazia e della Lorena; e l'ardita loro invasione del regno di Colonia richiamò il Principe Salico alla difesa dei Ripuarj suoi alleati. Clodoveo incontrò gl'invasori della Gallia nella pianura di Tolbiac alla distanza di circa ventiquattro miglia da Colonia; e le due più fiere nazioni della Germania erano vicendevolmente animate dalla memoria delle azioni passate, e dal prospetto della futura grandezza. I Franchi, dopo un ostinato combattimento cederono; e gli Alemanni, alzando grida di vittoria, impetuosamente incalzarono la lor ritirata. Ma si rimesse la battaglia per il valore, per la condotta, e forse per la pietà di Clodoveo; e l'evento di quella sanguinosa giornata decise per sempre l'alternativa dell'Impero, o della servitù. L'ultimo Re degli Alemanni restò ucciso nel campo, ed i suoi furono ammazzati ed inseguiti, finattantochè non gettarono a terra le armi, e si diedero a discrezione del vincitore. Senza disciplina militare era per loro impossibile di riunirsi; essi avevano con disprezzo demolito le mura, e le fortificazioni che avrebbero potuto difenderli nell'avversità; e furono seguitati nel cuore delle loro foreste da un nemico non meno attivo ed intrepido di essi. Il gran Teodorico si congratulò della vittoria con Clodoveo, di cui aveva il Re d'Italia ultimamente sposato la sorella Albofleda; ma dolcemente s'interpose appresso il cognato in favore de' supplicanti e de' fuggitivi, che avevano implorato la sua protezione. I territorj Gallici, ch'erano posseduti dagli Alemanni, divennero preda del loro vincitore; e quella superba nazione, invincibile o ribelle alle armi di Roma, riconobbe la sovranità de' Re Merovingici, che graziosamente permisero loro di usare i propri particolari costumi ed istituti, sotto il governo di Duchi temporari, ed in progresso ereditari. Dopo la conquista delle Province occidentali, i soli Franchi mantennero le loro antiche abitazioni di là dal Reno. Essi appoco appoco sottomisero e ridussero a civiltà quegli esausti paesi, sino all'Elba ed alle montagne della Boemia; e fu assicurata la pace d'Europa dall'ubbidienza della Germania[164].