[563.] Zenofonte Hellenic. lib. III c. 2. Dopo una lunga e tediosa conversazione co' declamatori Bizantini, quanto è piacevole la verità, la semplicità e l'eleganza d'un Attico Scrittore!

[564.] Della lunga muraglia vedasi Evagrio (L. IV c. 38). Tutto quest'articolo è tratto dal quarto libro degli Edifizi, eccettuato Anchialo (L. III c. 7).

[565.] Vedi sopra Vol. I. Nel corso di quest'Istoria ho qualche volta rammentato, e molto più spesso trascurato le precipitose incursioni degl'Isauri, che non ebbero alcuna conseguenza.

[566.] Trebellio Pollione (in Hist. Aug. p. 107) che visse al tempo di Diocleziano o di Costantino. Vedi anche Pancirolo ad Notit. Imper. Orient. c. 115, 141; Cod. Theodos. Lib. IX Tit. 35 Leg. 37; con una copiosa e ben corredata annotazione del Gotofredo (Tom. III p. 250, 257).

[567.] Vedi la piena ed ampia descrizione delle loro scorrerie presso Filostorgio (Hist. Eccl. L. XI c. 8) con l'erudite dissertazioni del Gotofredo.

[568.] Cod. Giustin. L. IX Tit. 12 Leg. 10. Son rigorose le pene stabilite contro di essi, cioè una multa di cento libbre d'oro, la degradazione, e fino la morte. La pubblica sicurezza potè somministrare un pretesto per dissiparli: ma Zenone in seguito volle piuttosto trar profitto dal valore e dal servizio degl'Isauri.

[569.] La guerra Isaurica, ed il trionfo d'Anastasio si narrano brevemente ed oscuramente da Giovanni Malala (T. II p. 106, 107), da Evagrio (L. III c. 35), da Teofane (p. 118, 120) e dalla Cronica di Marcellino.

[570.] Fortes ea regios (dice Giustiniano) viros habet, nec in ullo differt ab Isauria, quantunque Procopio (Persic. l. 1 c. 18) noti un'essenzial differenza nel militare loro carattere: ne' più antichi tempi però i Licaonj ed i Pisidj avevan difeso la lor libertà contro il gran Re (Senofonte Anabas. l. III c. 2). Giustiniano si serve d'una falsa e ridicola erudizione dell'antico Impero de' Pisidj e di Licaone, il quale dopo aver visitato Roma (lungo tempo avanti Enea) diede il nome e la popolazione alla Licaonia (Nov. 24, 25, 27, 30).

[571.] Vedi Procopio Persic. l. 1 c. 19. L'Altare della concordia nazionale, dove si facevano gli annui sacrifizi e giuramenti, che Diocleziano aveva eretto nell'Isola d'Elefantina, fu demolito da Giustiniano con minor politica che zelo.

[572.] Procopio de Aedif. l. III c. 7 Hist. l. VIII c. 3, 4. Questi Goti senz'ambizione avevan ricusato di seguitar le bandiere di Teodorico. Fino al secolo XV e XVI se ne può rintracciare il nome e la nazione fra Caffa, e lo Stretto di Azof (Danville Memoir. de l'Acad. Tom. XXX p. 240). Essi meritarono bene la curiosità del Busbechio (pag. 321, 326): ma sembra, che siano svaniti nelle relazioni più recenti delle missioni del Levante (Tom. I), e presso Tott, Peyssonel ec.