[553.] Giustiniano diede una volta quarantacinque centinaia d'oro (180,000 lire Sterline) per la riparazione d'Antiochia dopo il terremoto (Gio. Malala Tom. II pag. 146, 149).

[554.] Quanto all'Ereo, Palazzo di Teodora. Vedi Gillio (De Bosphoro Thrac. l. III c. 11.), l'Alemanno (Not. ad Anecd. p. 80, 81 che cita vari Epigrammi dell'Antologia), ed il Du-Cange (CP. Christ. L. IV c. 13 p. 175, 176).

[555.] Si paragonino fra loro i diversi linguaggi dell'adulazione e della malevolenza negli Edifizi (L. I c. 11), e negli Aneddoti (c. 8, 15). Gli oggetti spogliati del belletto, o nettati dal fango compariscono i medesimi.

[556.] Procopio L. VIII, 29. Era questa Balena probabilmente forestiera o vagante, mentre il Mediterraneo non suole nutrirne. Balenae quoque in nostra maria penetrant (Plin. Hist. Nat. IX, 2). Fra il cerchio polare, ed il tropico, gli animali cetacei dell'Oceano crescono fino alla lunghezza di 50, di 80 e di 100 piedi (Hist. des Voyages Tom. XV p. 289; Zoologia Britannica di Pennant Vol. III p. 35).

[557.] Montesquieu (Observat. sur la Grand. et la Decad. des Romains c. 20 Tom. III p. 503) osserva, che l'Impero di Giustiniano, come la Francia nel tempo delle incursioni de' Normanni, non fu mai tanto debole, come quando si fortificò ogni villaggio.

[558.] Procopio afferma (l. IV c. 6), che il Danubio fu arrestato dalle rovine del Ponte. Se l'Architetto Apollodoro ci avesse lasciato una descrizione della sua opera, si sarebbero dalla genuina di lui pittura corrette le favolose maraviglie di Dione Cassio (L. XVIII pag. 129). Il Ponte di Traiano era composto di venti o ventidue pilastri di pietra con archi di legno: il fiume è poco profondo, la corrente non rapida, e l'intero spazio fra le due rive non è maggiore di 443 tese (Reimar ad Dion. coll'autorità del Marsigli) o di 515 (Danville Geogr. anc. Tom. I p. 305).

[559.] Vale a dire sopra le due Dacie Mediterranea e Ripense, sopra la Dardania, la Prevalitana, la Mesia seconda, e la Macedonia seconda. Vedi Giustiniano, che parla (Novell. XI) delle sue Fortezze di là del Danubio, e degli homines semper bellicis sudoribus inhaerentes.

[560.] Vedi Danville (Memoires de l'Acad. ec. Tom. XXXI p. 289, 290), Rycaut (Stato presente dell'Impero Turco pag. 97, 316), Marsigli (Stato milit. dell'Imp. Ottomano p. 150). Il Sangiacco di Giustendil è uno de' venti sottoposti al Beglerbeg di Romelia; ed il suo distretto mantiene 48 Zaim e 588 Timariotti.

[561.] Queste fortificazioni possono assomigliarsi ai castelli della Mingrelia (Chardin Voyag. en Perse Tom. I p. 60, 131), pittura ben naturale.

[562.] La Valle di Tempe è situata lungo il fiume Penco, fra i colli d'Ossa e d'Olimpo; essa è lunga soltanto cinque miglia, ed in alcuni luoghi non e più larga di 120 piedi. Le sue verdeggianti bellezze sono elegantemente descritte da Plinio (Hist. Nat. l. IV, 15), e più diffusamente da Eliano (Hist. var. L. III c. 1).