[7.] Gens Germana feritate ferociore, dice Vellejo Patercolo, parlando de' Germani (II 106). Langobardos paucitas nobilitat. Plurimus ac valentissimis nationibus cincti, non per obsequium, sed praeliis et periclitando tuti sunt (Tacito, de Moribus German., c. 40). Vedi parimente Strabone l. 7 p. 446. I migliori geografi li collocano di là dell'Elba, nel vescovato di Maddeborgo e la Marca di mezzo di Brandeborgo. Questa situazione si accorda colla patriottica osservazione del conte di Hertzberg, che la maggior parte dei conquistatori Barbari uscirono dagli stessi paesi che ora partoriscono gli eserciti della Prussia.

[8.] L'origine Scandinava dei Goti e dei Lombardi, come è asserita da Paolo Warnefrido, soprannominato il Diacono, viene impugnata dal Cluvier (Germania antiqua, l. 3 c. 26 p. 102 ecc.), natìo Prussiano, e difesa da Grozio (Proleg. ad hist. Goth., p. 28 ecc.) ambasciatore di Svezia.

[9.] Due fatti nel racconto di Paolo Diacono (l. 1 c. 20) esprimono i costumi nazionali: 1. Dum ad tabulam luderet, mentre giuocava alle dame. 2. Camporum viridantia lina. La coltivazione del lino suppone la proprietà, il commercio, l'agricoltura e le manifatture.

[10.] Mi sono servito, senza pretendere di conciliarli insieme, de' fatti recati da Procopio (Goth. l. 2 c. 14, l. 3 c. 33, 34, l. 4 c. 18, 25); da Paolo Diacono (de Gestis Langobardorum, l. 1 c. 1-23; in Muratori, Script. rer. ital., t. 1 p. 405-419); e da Giornandes (de success. Regn., p. 242). Il lettore paziente può trarre qualche lume da Mascou (Storia de' Germani, ed Annot. XXIII) e dal Buat (Hist. des Peuples, ecc. t. ix, x, xi).

[11.] Adotto la denominazione di Bulgari, seguendo Ennodio (in Panegyr. Theodorici, Opp. Sirmond, t. 1 p. 1598, 1599), Giornandes (de Rebus Geticis, c. 5 p. 194, e de Regn. success. p. 242), Teofane (p. 185), e le Cronache di Cassiodoro e Marcellino. Il nome di Unni è troppo vago: le tribù de' Cutturgurii ed Utturgurii formano divisioni troppo minute, ed offrono nomi di troppo aspra pronuncia.

[12.] Procopio (Goth. l. 4 c. 19). Quest'imbasciata verbale (egli confessa da se di essere un Barbaro senza lettere) vien riportata in forma di una lettera. Selvaggio n'è lo stile, pieno di figure ed originale.

[13.] Risulta questa somma da una lista particolare, che trovasi in un curioso frammento manoscritto del 550, che sussiste nella Biblioteca di Milano. L'oscura geografia di quei tempi eccita ed esercita la pazienza del conto di Buat (t. XI p. 69-189). Il ministro francese spesso perdesi in un deserto che richiede una guida Sassone o Polacca.

[14.] Panicum, milium. Vedi Columella, l. 2 c. 9 p. 430, ed. Gesner; Plinio, (Hist. Nat. XVIII, 24, 25). I Sarmati facevano una polenta di miglio, mista con latte o sangue di cavalla. Nell'ubertà del nostro moderno stato domestico, il miglio serve a nudrire i polli e non gli eroi. Vedi i Dizionarii di Bomare e di Miller.

[15.] Quanto al nome, alla nazione, alla situazione ed a' costumi degli Schiavoni, vedi le testimonianze originali del VI secolo in Procopio (Goth. l. 2 c. 26, l. 3 c. 14), e ciò che ne dice l'Imperatore Maurizio (Stratagemat. l. 2 c. 5 ap. Mascou, Annot. XXXI). Gli stratagemmi dell'Imperatore Maurizio non furono stampati, per quanto io sappia, che in fine alla Tattica di Arriano, edizione di Scheffer, in Upsala, 1664 (Fabr., Bibliot. Graec. l. 4 c. 8 t. 3 p. 278), libro raro e che non mi venne fatto di avere.

[16.] Antes eorum fortissimi..... Taysis qui rapidus et vorticosus in Histri fluenta furens devolvitur (Giornandes, c. 5 p. 194 ed. Muratori. Procopio, Goth. l. 5 c. 14, e de Edif. l. IV c. 7). Pure lo stesso Procopio ricorda i Goti e gli Unni come vicini, Γειτονουντα, il Danubio (de Edif. l. 4, c. 1).