[476.] Un critico francese (P. Gussainv. Op. t. II, p. 105-112) ha vendicato il diritto di S. Gregorio all'intera assurdità dei Dialoghi. Dupin (t. V p. 138) dubita nemmeno che siavi chi non abbia a garantire la verità di tutti questi miracoli. Io però sarei ben curioso di sapere quanti egli stesso ne adottava.

[477.] Il Baronio non ama di fermarsi su questi dominj ecclesiastici, perchè teme di far vedere che erano composti di fattorie o poderi e non di regni. Gli scrittori francesi, i Benedettini (t. IV l. III p. 272 ec.) e Fleury (t. VIII p. 29 ec.) non temono d'internarsi in queste modeste ma utili particolarità, e l'umanità di Fleury insiste sulle virtù sociali di San Gregorio.

[478.] Mi vien tutta la tentazione di credere che questa pecuniaria ammenda sui matrimonj dei villani sia quella che ha prodotto il famoso e bene spesso favoloso diritto di cuissage, di marquette, ec. È possibile che una vaga sposa, col consentimento del marito, commutasse il pagamento fra le braccia di un giovane signore, e che questo mutuo favore abbia potuto servire ad esempio onde autorizzare qualche atto tirannico locale, senza alcuna legalità.

[479.] Il Sigonio espone abilmente il temporale governo di Gregorio I. Vedi il libro primo De Regno Italiae, t. II della raccolta delle sue Opere, p. 44-75.

[480.] Missis qui..... reposcerent..... veteres Persarum ac Macedonum terminos, seque invasurum possessa Cyro et post Alexandro, per vaniloquentiam ac minas jaciebat (Tacito, Annali, VI, 31) Tale era il linguaggio degli Arsacidi. In parecchi luoghi ho ricordato le alte pretensioni dei Sassanidi.

[481.] Vedi le ambascierie di Menandro, ostruite e raccolte nell'undecimo secolo d'ordine di Costantino Porfirogenito.

[482.] La generale independenza degli Arabi, che non si può ammettere senza molte restrizioni, vien ciecamente difesa in una particolare Dissertazione dagli autori dell'Istoria universale, (t. XX p. 196-250). Essi suppongono che un continuo miracolo abbia conservata la profezia in favore de' figli d'Ismaele; e questi devoti eruditi non hanno verun timore di compromettere la verità del Cristianesimo, appoggiandola su di una base tanto fragile e pericolosa.

[483.] D'Herbelot, Bibliot. Orient. p. 477; Pocock, Specimen Hist. Arabum, p. 64, 65. Il Padre Pagi (Critica, t. II p. 646) ha dimostrato che dopo dieci anni di pace, la guerra che aveva durato venti anni, ricominciò A. D. 571. Maometto era nato A. D. 569, l'anno dell'elefante o della disfatta di Abrahah (Gagnier, Vie de Mahomet, t. I p. 89, 90, 98); e secondo questo calcolo, due anni furono spesi nella conquista dell'Yemen.

[484.] Pompeo avea vinto gli Albani che gli si erano fatti incontro in numero di dodicimila cavalieri, e di sessantamila fanti; ma la sua marcia fu arrestata dalla comune opinione, che in quel paese si trovasse una quantità di rettili velenosi, l'esistenza de' quali è tuttora molto dubbiosa, come quella delle Amazzoni, che si collocavano in que' contorni (Plutarco, Vita di Pompeo, t. II p. 1165, 1166).

[485.] Negli Annali dell'Istoria io non ritrovo che due flotte comparse sul mar Caspio: 1. quella de' Macedoni, quando Patroclo, ammiraglio di Seleuco e di Antioco, Re di Siria, giunse dalle frontiere dell'India, dopo d'aver disceso un fiume che è probabilmente l'Oxo (Plinio, Hist. nat. VI, 21): 2. quella de' Russi quando Pietro il Grande condusse una flotta ed un esercito dai contorni di Mosca alla costa della Persia (Bell's Travels, vol. II p. 325-352). Egli con ragione osserva che mai non s'era spiegata una simile pompa marziale sul Volga.