[584.] Sono da notarsi le espressioni di Teofane: Εισηλθε Χοσροης εις οικον γοωργου μηδαμινου μειναι, ου χωρηθεις εν τουτου θυρα ην ιδων εσχατον Ηρακλειος εθαμασε (p. 269). I giovani principi che danno segni d'avere inclinazione per lo stato militare, dovrebbero trascrivere e tradurre soventi passi di questa natura.
[585.] Nella lettera d'Eraclio (Chronic., Paschal, p. 398), e nella Storia di Teofane (p. 271), si legge l'autentica relazione della caduta di Cosroe come Re.
[586.] Al primo udir che si fece la morte di Cosroe a Costantinopoli, Giorgio di Pisidia (p. 97-105) pubblicò un Eracliade in due canti. Questo scrittore prete e poeta faceva feste perchè si fosse dannato il pubblico nemico (εμτεσον εν ταρταῤω, v. 56). Ma una vendetta così vile è indegna di un Re e di un conquistatore; ed altamente mi duole il trovare nella lettera d'Eraclio una sì fatta gioja, figlia d'una grossolana superstizione; Θεομαχος Χοσνκς επεσε και επτωμα τισθη εις τα καταχθονια...... εις το πορακατασβεσον, etc. Arrivò quasi a fare applausi al parricidio di Siroe, come ne avrebbe fatti ad un atto di pietà e di giustizia.
[587.] Eutichio (Ann., t. II, p. 251-256) che per altro dissimula il parricidio di Siroe; d'Herbelot (Bibl. orient. p. 789) ed Assemanni (Bibl. orient., t. III, p. 415-420), danno il più circostanziato ed esatto ragguaglio su quest'ultimo periodo dei Re sassaniani.
[588.] Nella cronaca di Paschal la lettera di Siroe sgraziatamente finisce pria che verun'affare fosse stato cominciato. Da ciò che Teofane e Niceforo riferiscono della esecuzione del trattato, possono indovinarsene gli articoli.
[589.] Il nojoso ritornello di Cornelio
Montrez Heraclius au peuple qui l'attend.
converrebbe assai più applicato a questa circostanza. Vedi il suo trionfo in Teofane (p. 272, 273) e Niceforo (p. 15, 16). Giorgio di Pisidia ci assicura della madre e del tenero affetto del figlio. (Bell. Abar. 255, etc. p. 49). La metafora del Sabbato adottata da Cristiani Bizantini, era veramente un poco troppo profana.
[590.] Vedi Baronio (Annal. eccles., A. D. 628. n.º 1-4), Eutichio (Annal., t. II, p. 240-248) Niceforo (Brev., p. 15). Era tutt'ora illesa e si vuole attribuire questa conservazione della Croce (dopo Dio) alla divozione della regina Sira.
[591.] Giorgio di Pisidia, Acroas. III, de Expedit. contra Persas, 415, etc.; ed Heracleid. Acroas. 1, 65-138. Taccio gli altri paralleli di minor autorità quali sono quei di Daniele, Timoteo, ec. Cosroe ed il Cacano dagli stessi rettori furono, siccome era ben giusto, posti fra loro a paragone con Baldassare, con Faraone, col vecchio serpente ec.