Nel quattordicesimo secolo precipuamente fa stupore la contraddizione che si trova fra il nome e lo Stato dell'Impero romano di Alemagna, il quale, eccetto sulle rive del Reno e del Danubio, non possedeva una sola provincia di quelle di Traiano e di Costantino. Questi principi aveano per indegni successori[361] i conti d'Absburgo, di Nassau, di Lussemburgo e di Schwartzenburgo: l'Imperator Enrico VII ottenne pel figlio la corona di Boemia, e suo nipote, Carlo IV, ebbe la culla presso un popolo che gli stessi Alemanni trattavano da forestiero, da Barbaro[362]. Dopo avere scomunicato Luigi di Baviera, i Papi che, quantunque esuli o prigionieri nella contea di Avignone, affettavano di disporre dei reami della Terra, gli diedero o gli promisero l'Impero allora vacante. La morte dei competitori gli procurò i voti del Collegio elettorale, e fu dagli unanimi suffragi riconosciuto Re de' romani e futuro Imperatore, titolo che veniva prostituito ai Cesari della Germania e a quei della Grecia. Altro non era l'Imperator d'Alemagna che il magistrato elettivo, e senza autorità, d'un'aristocrazia di principi che non gli aveano lasciato un solo villaggio di cui potesse dirsi padrone. La sua più bella prerogativa era il diritto di presedere il senato della nazione, convocato per le sue lettere, e di proporvi le cose su cui deliberare; e il suo regno di Boemia, meno opulento della città di Norimberga posta in quel dintorno, era il fondamento più saldo del suo potere e la fonte più ricca delle sue rendite. Non più di trecento guerrieri componeano l'esercito con cui varcò le Alpi. Fu coronato nella cattedrale di S. Ambrogio colla corona di ferro attribuita dalla tradizione alla monarchia Lombarda; ma non se gli permise che un picciol seguito; gli furon chiuse alle spalle le porte della città, e le armi de' Visconti tennero prigioniero il re d'Italia, che fu obbligato di confermarli nel possesso di Milano. Una seconda volta, fu coronato nel Vaticano colla corona d'oro dell'Impero; ma per adattarsi ad un articolo d'un trattato segreto, l'Imperatore romano si ritirò senza passare neppure una notte nel ricinto di Roma. L'eloquente Petrarca[363], il quale trasportato dalla sua immaginazione vedea di già risorgere la gloria del Campidoglio, deplora ed accusa la fuga ignominiosa del principe Boemo; e gli autori contemporanei osservano, che la vendita lucrosa de' privilegi e de' titoli fu il solo atto d'autorità che esercitò l'Imperatore nel suo passaggio. L'oro dell'Italia assicurò l'elezion di suo figlio; ma tanta era la vergognosa povertà di questo Imperator romano, che fu fermato sulla strada di Worms da un beccaio, e ritenuto in un'osteria per cauzione, o per ostaggio delle spese che avea fatto.
A. D. 1356
Da questo spettacolo d'avvilimento volgiamo lo sguardo all'apparente maestà che Carlo IV portò nelle Diete dell'Impero. La Bolla d'oro che fissò la costituzione germanica è scritta in tuono di sovrano e di legislatore. Cento principi s'incurvavano ai piedi del suo soglio, e sublimavano la propria dignità cogli omaggi volontarii, che concedeano al lor Capo o al lor ministro. I sette Elettori suoi grandi officiali ereditari, che per grado e per titoli pareggiavano i re, servivano alla tavola imperiale. Gli Arcivescovi di Magonza, di Treveri e di Colonia, arcicancellieri perpetui dell'Alemagna, dell'Italia e della provincia di Arles portavano in gran pompa i suggelli del triplice reame. Il gran Maresciallo, montato sur un palafreno, per segno di sue incombenze, tenea in mano un moggio d'argento pieno d'avena, ch'egli spandea per terra, indi scendea da cavallo per regolare l'ordinanza de' convitati. Il gran Siniscalco, il conte palatino del Reno, recava i piatti in tavola. Dopo il banchetto il margravio di Brandeburgo, gran Ciamberlano, si presentava colla brocca e il bacino d'oro, e gli dava da lavar le mani; il re di Boemia era raffigurato, come gran Coppiere dal fratello dell'Imperatore duca di Lussemburgo e del Brabante; e la cerimonia era terminata dai grandi officiali della caccia, i quali con un frastuono di corni e di cani introduceano un cervo ed un cignale[364]. Nè alla sola Alemagna era ristretta la supremazia dell'Imperatore; i monarchi ereditari dell'altre contrade dell'Europa confessavano la preeminenza sua di grado e di dignità: era egli il primo dei principi cristiani, e il Capo temporale della gran repubblica d'Occidente[365]: già da gran tempo assumeva il titolo di maestà, e contrastava al Papa l'eminente diritto di creare i re, e di convocare i Concilii. L'oracolo delle leggi civili, il dotto Bartolo, riceveva una pensione da Carlo IV, e la sua scuola risonava di questa sentenza, che il romano Imperatore era il sovrano legittimo della Terra, cominciando dai luoghi ove si leva il Sole sino a quelli dove tramonta. La contraria opinione fu condannata non come un errore, ma come eresia, in vigor di quelle parole dell'Evangelo: «E un decreto di Cesare Augusto dichiarò che tutto il Mondo dovesse pagare l'imposizione»[366].
Se attraverso lo spazio dei tempi o de' luoghi, noi raffrontiamo Augusto con Carlo, i due Cesari ci presenteranno un contrapposto ben forte. Carlo nascondea la sua debolezza sotto la maschera dell'ostentazione, e il primo velava la sua forza coi colori della modestia. Augusto, capitanando le sue vittoriose legioni, dando leggi alla terra e al mare, dal Nilo e dall'Eufrate sino all'Oceano Atlantico, si dicea servitor dello Stato e l'uguale a' suoi concittadini. Il trionfator di Roma e delle province si sottomettea alle formalità volute dagli offici legali e popolari di censore, di console e di tribuno. La sua volontà era la legge del Mondo; ma per pubblicar questa legge prendeva in prestito la voce del senato e del popolo; da essi il padrone riceveva le nomine rinnovate delle cariche temporanee già conferitegli per amministrar la repubblica. Negli abiti, nell'interno della casa[367], nei titoli, in tutte le azioni della vita sociale serbò Augusto le maniere d'un semplice privato, e da' suoi scaltri adulatori fu rispettato il segreto della sua assoluta e perpetua monarchia.
FINE DEL VOLUME NONO.
[INDICE]
DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE
CHE SI CONTENGONO
NEL NONO VOLUME
| CAPITOLO XLVII. Storia Teologica della dottrina dell'Incarnazione. Natura umana e divina di Gesù Cristo. Inimicizia dei Patriarchi d'Alessandria e di Costantinopoli, S. Cirillo e Nestorio. Terzo Concilio generale tenuto in Efeso. Eresia d'Eutiche. Quarto Concilio generale tenuto in Calcedonia. Discordia civile ed ecclesiastica. Intolleranza di Giustiniano. I tre Capitoli. Controversia dei Monoteliti. Sette dell'Oriente: prima i Nestoriani, seconda i Giacobiti, terza i Maroniti, quarta gli Arminiani, quinta i Cofti e gli Abissinii. | ||
| A. D. | ||
|---|---|---|
| Incarnazione di G. C. | [pag. 5] | |
| Gesù Cristo nato solamente uomo secondo gli Ebioniti | [8] | |
| Sua nascita e suoi effetti | [11] | |
| Gesù Cristo un Dio in tutta la sua purità secondo i Doceti | [15] | |
| Il suo corpo incorruttibile | [17] | |
| La doppia Natura di Cerinto | [20] | |
| La divina Incarnazione d'Apollinare | [22] | |
| Assenso degli ortodossi al decreto della Chiesa cattolica, e disputa sulle parole con cui si esprimerebbe questo domma | [26] | |
| 412-444 | San Cirillo, Patriarca d'Alessandria | [28] |
| 413-415 | Suo dispotismo tirannico | [30] |
| 428 | Nestorio, Patriarca di Costantinopoli | [35] |
| 429-431 | Sua eresia | [37] |
| 431 | Primo Concilio d'Efeso | [43] |
| Condanna di Nestorio | [46] | |
| Opposizione dei Vescovi d'Oriente | [47] | |
| 431-435 | Vittoria di San Cirillo | [49] |
| 435 | Esilio di Nestorio | [53] |
| 448 | Eresia d'Eutiche | [56] |
| 449 | Secondo Concilio d'Efeso | [57] |
| 451 | Concilio di Calcedonia | [60] |
| Decreti del Concilio di Calcedonia | [64] | |
| 451-482 | Discordia dell'Oriente | [67] |
| 482 | L'Ennotico di Zenone | [69] |
| 508-518 | Il Trisagion, e la guerra di religione fino alla morte d'Anastasio | [73] |
| 514 | Prima guerra religiosa | [77] |
| 519-565 | Carattere teologico di Giustiniano: particolarità sulla sua amministrazione nelle materie della Chiesa | [77] |
| Sue persecuzioni | [79] | |
| Contro gli Eretici | [80] | |
| I Pagani | [81] | |
| Gli Ebrei | [82] | |
| Sua ortodossia | [84] | |
| 532-698 | I tre Capitoli | [85] |
| 553 | Quinto Concilio generale | [87] |
| 564 | Eresia di Giustiniano | [88] |
| 629 | La controversia monotelita | [90] |
| 639 | L'Ectesi d'Eraclio | [91] |
| 648 | Il Tipo di Costanzo | [91] |
| 680-681 | Sesto Concilio generale, il secondo di Costantinopoli | [93] |
| Unione delle Chiese greca e latina | [97] | |
| Separazione perpetua delle Sette dell'Oriente | [99] | |
| I Nestoriani | [101] | |
| 500, ec. | Soli padroni della Persia | [104] |
| 500-1200 | Loro missioni in Tartaria, nell'India e nella China | [106] |
| 883 | I Cristiani di S. Tommaso nell'India | [110] |
| 518 | I Giacobiti | [114] |
| I Maroniti | [119] | |
| Gli Armeni | [122] | |
| I Cofti o gli Egiziani | [125] | |
| 537-568 | Il Patriarca Teodosio | [126] |
| 538 | Paolo | [126] |
| Separazione e decadenza degli Egiziani | [129] | |
| 625-661 | Beniamino, Patriarca giacobita | [131] |
| Gli Abissinii e i Nubii | [132] | |
| 530 | ec. Chiesa d'Abissinia | [134] |
| 1525-1550 | I Portoghesi in Abissinia | [135] |
| 1557 | Missione dei Gesuiti | [137] |
| 1626 | Conversione dell'Imperatore | [138] |
| 1632 | Espulsione finale de' Gesuiti | [140] |
| CAPITOLO XLVIII. Disegno del rimanente dell'Opera. Successione e carattere degl'Imperatori greci di Costantinopoli dal tempo d'Eraclio a quello della conquista dei Latini. | ||
| Difetti della Storia bizantina | [141] | |
| Sua unione colle rivoluzioni del Mondo politico | [143] | |
| Disegno del rimanente dell'Opera | [144] | |
| 638-641 | Secondo matrimonio e morte d'Eraclio | [148] |
| 641 | Costantino III | [150] |
| 641 | Eracleone | [150] |
| 641 | Punizione di Martina e d'Eracleone | [152] |
| 641 | Costanzo II | [152] |
| 668 | Costanzo IV, soprannominato Pogonate | [154] |
| 685 | Giustiniano II | [156] |
| 695-705 | Suo esilio | [158] |
| 705-711 | Suo ritorno al trono e sua morte | [159] |
| 711 | Filippico | [162] |
| 713 | Anastasio II | [163] |
| 716 | Teodosio III | [163] |
| 718 | Leone III, l'Isaurico | [164] |
| 741 | Costantino V, Copronimo | [165] |
| 775 | Leone IV | [168] |
| 780 | Costantino VI ed Irene | [170] |
| 792 | Irene | [172] |
| 802 | Niceforo I | [174] |
| 811 | Stauracio | [174] |
| 811 | Michele II, Rangabo | [174] |
| 813 | Leone V, l'Armeno | [176] |
| 820 | Michele II, soprannominato il Balbo | [178] |
| 829 | Teofilo | [180] |
| 842 | Michele III | [183] |
| 867 | Basilio I, o il Macedone | [186] |
| 886 | Leone VI, il Filosofo | [193] |
| 911 | Alessandro, Costantino VII, Porfirogenito | [195] |
| 919 | Romano I, Lecapeno | [196] |
| Cristoforo, Stefano, Costantino VIII | [196] | |
| 945 | Costantino VII | [197] |
| 959 | Romano VI, il Giovane | [199] |
| 963 | Niceforo II, Foca | [200] |
| Giovanni Zimiscé, Basilio II e Costantino IX | [202] | |
| 976 | Basilio II e Costantino IX | [204] |
| 1025 | Costantino IX | [206] |
| 1028 | Romano III, Argiro | [207] |
| 1034 | Michele IV, il Paflagonio | [208] |
| 1041 | Michele V, o Calafate | [209] |
| 1042 | Zoe e Teodora | [209] |
| 1042 | Costantino X, o Monomaco | [210] |
| 1054 | Teodora | [210] |
| 1056 | Michele VI, o Stratiotico | [211] |
| 1057 | Isacco I, Comneno | [211] |
| 1059 | Costantino XI, Ducas | [214] |
| 1067 | Eudossia | [214] |
| 1067 | Romano III, Diogene | [215] |
| 1071 | Michele VII, Parapinace, Andronico I, Costantino XII | [216] |
| 1078 | Niceforo III, Botoniate | [218] |
| 1081 | Alessio I, Comneno | [220] |
| 1118 | Giovanni, o Calo Giovanni | [223] |
| 1143 | Manuele | [225] |
| 1180 | Alessio II | [230] |
| Carattere, e prime avventure d'Andronico | [230] | |
| 1183 | Andronico I, Comneno II | [241] |
| 1185 | Isacco II, soprannominato l'Angelo | [245] |
| CAPITOLO XLIX. Introduzione, culto e persecuzione delle Immagini. Ribellione dell'Italia e di Roma. Patrimonio temporale dei Papi. Conquisto dell'Italia fatto dai Francesi. Istituzione delle Immagini. Carattere e incoronazione di Carlomagno. Ristabilimento e decadenza dell'Impero romano in Occidente. Independenza dell'Italia. Costituzione del Corpo germanico. | ||
| Introduzione delle Immagini nella Chiesa cristiana | [253] | |
| Loro Culto | [256] | |
| L'Immagine d'Edessa | [258] | |
| Copie dell'Immagine d'Edessa | [262] | |
| Opposizione al culto delle Immagini | [264] | |
| 726-840 | Leone l'Iconoclasta e suoi successori | [266] |
| 754 | Il Concilio di Costantinopoli | [268] |
| Loro professione di Fede | [270] | |
| 726-775 | Persecuzione delle Immagini e dei monaci | [271] |
| Stato dell'Italia | [275] | |
| 727 | Epistole di Gregorio II all'Imperatore | [279] |
| 728, ec. | Rivoluzione dell'Italia | [283] |
| Repubblica di Roma | [288] | |
| 730-752 | Roma assalita dai Lombardi | [291] |
| 754 | Sua liberazione per opera di Pipino | [294] |
| 774 | Conquisto della Lombardia fatto da Carlomagno | [297] |
| 751-768 | Pipino e Carlomagno re di Francia | [297] |
| Patrizi di Roma | [300] | |
| Donazioni di Pipino e di Carlomagno ai Papi | [303] | |
| Donazione di Costantino inventata | [307] | |
| 780 | ec. Immagini in Oriente rimesse in onore dall'Imperatrice Irene | [312] |
| 787 | Settimo Concilio generale o sia secondo Niceno | [314] |
| 841 | Definitivo stabilimento delle Immagini sotto l'Imperatrice Teodora | [316] |
| 794 | Ripugnanza de' Franchi e di Carlomagno | [318] |
| 774-800 | I Papi si separano dall'Impero d'Oriente | [320] |
| 800 | Incoronazione di Carlomagno come Imperatore di Roma e dell'Occidente | [323] |
| 768-814 | Regno e carattere di Carlomagno | [326] |
| Ampiezza del suo Impero in Francia | [332] | |
| Spagna | [334] | |
| Italia | [334] | |
| Alemagna | [335] | |
| Ungheria | [336] | |
| Suoi vicini e suoi nemici | [338] | |
| Suoi successori | [340] | |
| 814-840 | Luigi il Pio | [341] |
| 840-856 | Lotario I | [341] |
| 888 | Divisione dell'Impero | [342] |
| 962 | Ottone Re di Germania rinnova e s'appropria l'Impero d'Occidente | [342] |
| Transazione dell'Impero d'Oriente e di quello d'Occidente | [344] | |
| 800-1060 | Autorità degl'Imperatori nell'elezione dei Papi | [347] |
| Disordini | [350] | |
| 1073 ec. | Riforma e pretensioni della Chiesa | [353] |
| Autorità che godeano gl'Imperatori in Roma | [354] | |
| 992 | Ribellione d'Alberico | [355] |
| 967 | Del Papa Giovanni XII | [356] |
| 998 | Del console Crescenzio | [357] |
| 774-1250 | Il regno d'Italia | [359] |
| 1152-1190 | Federico I | [361] |
| 1198-1250 | Federico II | [362] |
| 814-1250 | Independenza dei principi d'Alemagna | [363] |
| 1250 | Costituzione germanica | [366] |
| 1347-1378 | Debolezza e povertà dell'Imperator Carlo IV | [367] |
| 1356 | Sua pompa | [370] |
| Potere e modestia d'Augusto in contrapposto a lui | [372] | |
FINE DELL'INDICE.