(Dicasi piuttosto che fedele alle nevi, significa fedele ossia sicuro, difeso ec. per le nevi, nel senso anche di Plinio. V. Forcellini. N. del Trad.)

[161.] La testimonianza di Guglielmo di Tiro (Hist. in gestis Dei per Francos, l. XXII, c. 8, p. 1022), è copiata, o confermata, da Giacomo di Vitry (Hist. Hierosolym., l. II, c. 77, p. 1093, 1094); ma col potere dei Franchi mancò questa lega poco naturale, e Abulfaragio morto nel 1286, considera i Maroniti come una Setta di Monoteliti (Bibl. orient. t. II, p. 292).

[162.] Trovo una descrizione e una storia de' Maroniti nel Viaggio in Siria e nel monte Libano, del La Roque, due volumi in 12 Amsterd., 1723; particolarmente nel t. I, p. 42-47, 174-84, t. II, p. 10-120; in ciò che si riferisce ai tempi antichi aderisce alle opinioni pregiudicate di Nairon e d'altri Maroniti di Roma, alle quali non sa rinunziare Assemani, ed ha poi vergogna di sostenerle. Si consulti Jablonski (Instit. Hist. Christ. t. III, p. 186), Niebur (Voyage de l'Arabie, etc. t. II, p. 346, 370-381), e soprattutto il giudizioso Volney (Voyage en Egypte et en Syrie, t. II, p. 8-31, Paris, 1787).

[163.] La Croze (Hist. du Christianisme de l'Ethiopie et de l'Arménie, p. 269-402), descrive in pochi tratti la religion degli Armeni. Ci rimanda alla grand'istoria d'Armenia pubblicata da Galano, (tre volumi in foglio, Roma 1650-1661), e raccomanda l'esposizione che dello stato dell'Armenia si fa nel terzo volume delle Nouveaux Mémoires des Missions du Levant. Convien dire, che sia assai pregevole l'opera d'un Gesuita, quando è lodata da La Croze.

[164.] Si pone l'epoca dello scisma degli Armeni ottantaquattr'anni dopo il Concilio di Calcedonia (Pagi, Critica, A. D. 535); terminò in uno spazio di anni diciassette; e coll'anno 552 si fissa la data dell'Era degli Armeni (l'Art de vérifier les dates, p. XXXV).

[165.] Si ponno vedere i sentimenti e le azioni di Giuliano di Alicarnasso in Liberato (Brev. c. 19), in Renaudot, (Hist. patriarch. Alex. p. 132-303), e in Assemani (Bibl. orien. t. II, Dissert. de monophysitis, P. VIII, p. 286).

[166.] Vedi un fatto notabile del dodicesimo secolo nell'istoria di Niceta Coniate (p. 258). Nonostante, tre secoli prima Fozio (epist. II, p. 49 edit. Montacul) s'era fatto una gloria della conversion degli Armeni λατρυει σημερον αρθοδοξως, oggi il culto è ortodosso.

[167.] Tutti i viaggiatori s'incontrano in Armeni, che han la metropoli sulla strada maestra fra Costantinopoli ed Ispahan; Vedi sul loro stato odierno il Fabricio (Lux Evangelii, etc. c. XXXVIII, p. 40-51), l'Oleario (l. IV, c. 40), il Chardin (vol. II, p. 232), Tournefort, (Letter. XX), e principalmente Tavernier (t. I, p. 28-37, 510-518), quel gioielliere vagabondo, che non avea letto alcun libro, ma che avea veduto tante cose, e bene.

[168.] L'istoria dei Patriarchi d'Alessandria da Dioscoro fino a Beniamino è tratta da Renaudot (p. 114-164), e dal secondo volume degli Annali di Eutichio.

[169.] Liberato (Brev. c. 20, 23, Victor, Chron. p. 329, 330). Procopio (Anecd. c. 26, 27).