[306.] Il matrimonio d'Eginardo con Emma, figlia di Carlomagno, è abbastanza confutato, per mio avviso, dal probrum e dalla suspicio rovesciate da lui su queste belle fanciulle, senza eccettuarne quella che se gli assegna per moglie (c. XIX, p. 98-100 cum notis Schmincke); un marito avrebbe avuto un animo troppo forte se avesse adempiuto così esattamente i doveri d'uno storico.

[307.] Oltre le strage e le trasmigrazioni, a cui furono assoggettati i popoli della Sassonia, decretò Carlomagno la pena di morte ai delitti seguenti: 1. Per chi ricusava il Battesimo; 2. per chi si dicesse battezzato col fine d'evitare il Battesimo; 3. per chi ricadeva nell'idolatria; 4. per chi uccideva un sacerdote o un vescovo; 5. per chi sagrificasse vittime umane; 6. per chi mangiasse carne in quaresima; ma tutti i delitti si espiavano col Battesimo o con una penitenza (Gaillard t. II, p. 241-247); e i Cristiani sassoni diveniano gli eguali e gli amici dei Francesi. (Struv., Corpus Hist. germanicae, p. 133).

[308.] Il famoso Rutlando, Rolando, Orlando fu ucciso in quel fatto cum compluribus aliis. La verità s'incontra in Eginardo (c. 9. Hist. de Charlemagne p. 51-56), e la favola in un supplimento ingegnoso del Signor Gaillard (t. III, p. 474). Van troppo superbi gli Spagnuoli d'una vittoria attribuita dai Monumenti storici ai Guasconi, e dai Romani ai Saracini.

[309.] Schmidt, seguendo le migliori autorità, accenna i disordini interni e la tirannia del suo regno (Hist. des Allemands. t. II, p. 45-49).

[310.] Omnis homo ex sua proprietate legitimam decimam ad Ecclesiam conferat. Experimento enim didicimus, in anno, quo valida illa fames irrepsit, ebullire vacuas annonas a daemonibus devoratas, in voces exprobationis auditas. Tal'è il decreto e l'asserzione del gran Concilio di Francoforte. (Canon. XXV. t. IX, p. 105) Selden (Hist. of Tythes; Works, vol. III, part. 2. p. 1146) e Montesquieu (Esprit des Lois, l. XXXI, c. 12) risguardano Carlomagno come il primo autore legale della decima. Da vero i proprietarii gliene hanno grandi obbligazioni!...

[311.] Eginardo (c. 25, p. 119) asserisce a chiare note: tentabat et scribere.... sed parum prospere successit labor praeposterus et sero inchoatus. I moderni hanno pervertito e corretto il senso naturale di queste parole, e dal titolo solo della dissertazione del Signor Gaillard (t. III, p. 247-260) trapela la sua parzialità.

[312.] V. Gaillard, t. III, p. 138-176, e Schmidt, t. II, p. 121-129.

[313.] Il Signor Gaillard (t. III, p. 572) determina la statura di Carlomagno (V. la Dissertazione di Marquard Freher, ad calcem Eginhard. p. 220 etc.) a cinque piedi, nove pollici di Francia, cioè a circa sei piedi, un pollice e un quarto, misura d'Inghilterra. I Romanzieri gli danno otto piedi, e a questo gigante attribuiscono un vigore e un appetito straordinario: con un sol colpo la sua buona spada, la Giojosa, divideva per mezzo un cavaliere col cavallo; mangiava in un sol pasto un'oca, due polli, un quarto d'agnello etc.

[314.] V. un'opera concisa ma esatta ed originale del Signor d'Anville (Etats formés en Europe après la chute de l'Empire rom. en Occident, Paris, 1771, in-4.), con una carta che contiene tutto l'Impero di Carlomagno. Le varie parti sono illustrate, per la Francia dal Valois (Notitia Galliarum), per l'Italia dal Beretti (Dissertatio chorographica), e per la Spagna dal Marca (Marca Hispanica). Confesso di avere pochi materiali per la geografia del medio evo della Germania.

[315.] Eginardo, dopo avere rapidamente narrato le guerre e i conquisti di Carlomagno (Vit. Carol. c. 5-14) ricapitola in poche parole (c. 15) le varie contrade sottomesse al suo Imperio. Struvio (Corpus Hist. german. p. 118-149), ha inserito nelle sue note i testi delle cronache antiche.