Può credersi che Alcuino facesse questi versi, ma che poi questo glorioso tributo di lagrime venisse da Carlomagno.
[299.] Ad ogni nuovo Papa si fa quest'annuncio «Sancte pater, non videbis annos Petri», i venticinque anni. Esaminando la lista dei Papi si osserva che il termine medio del loro regno è di ott'anni circa; termine assai breve per un Cardinale ambizioso.
[300.] Anastasio (t. III, part. 1. p. 197, 198) lo afferma positivamente, e lo credono pure alcuni Annalisti francesi; ma sono più ragionevoli o più sinceri Eginardo ed altri scrittori dello stesso secolo. «Unus ei oculus paululum est laesus», dice Giovanni, Diacono di Napoli (Vit. episcop. Napol., in Scriptores, Muratori, t. 1, part. 11. p. 312). Un contemporaneo, cioè Teodolfo, vescovo d'Orleans, osserva prudentemente (l. 11. carm. 3 ):
Reddito sunt? mirum est: mirum est auferre nequisse.
Est tamen in dubio, hinc mirer an inde magis.
[301.] Si fece veder due volte in Roma ad istanza d'Adriano e di Leone, longa tunica et chlamide amictus, et calceamentis quoque romano more formatis. Eginardo (c. 23, p. 109-113) descrive, alla maniera di Svetonio, la semplicità del suo abito, talmente usitato in Francia, che quando Carlo il Calvo ritornò colà con un vestito forestiero, i cani patriotti gli abbaiavano dietro (Gaillard, Vie de Charlemagne, t. IV, p. 109).
[302.] V. Anastasio (p. 199) ed Eginardo (c. 28; p. 124-128). L'unzione è riferita da Teofane (p. 399); il giuramento da Sigonio, (giusta l'Ordo romanus); e dagli Annali Bertiniani (Script. Muratori t. 11, part. II, p. 505) l'adorazione del Papa, more antiquorum principum.
[303.] Questo gran fatto della traslazione o restaurazione dell'Impero Occidentale è narrato e discusso da Natalis Alexander (seculum, 9, Dissert. 1 p. 390-397), dal Pagi (t. III, p. 418), dal Muratori (Annali d'Italia, t. VI. p. 339-352), dal Sigonio (De regno Italiae, l. IV, Opp. t. 2. p. 247-251), dallo Spanheim (De ficta translatione imperii), dal Giannone (t. 1. p. 395-405), da Saint Marc (Abrégé chronologique, t. 1. p. 438-450), dal Gaillard (Hist. de Charlemagne. t. II, p. 386-446). Questi moderni quasi tutti van soggetti a qualche pregiudizio religioso o nazionale.
[304.] Mably (Observ. sur l'Hist. de Franc.), Voltaire (Hist. générale), Robertson (Hist. de Charles V.) e Montesquieu (Esprit. des Lois, l. XXXI. c. 28) hanno profuso a Carlomagno gli elogi. Il Signor Gaillard pubblicò nel 1782 la storia di questo monarca (4. Vol. in 12), la quale mi fu assai profittevole, e ne ho usato liberamente. L'autore è giudizioso ed umano; la sua opera elegante ed accurata. Ho per altro esaminato anche i monumenti originali dei regni di Pipino e di Carlomagno nel quinto volume degli Storici di Francia.
[305.] La visione di Veltin, composta da un monaco, undici anni dopo la morte di Carlomagno, lo mostra in purgatorio, ove un avvoltoio gli sta lacerando l'organo de' suoi peccaminosi piaceri, senza toccare le altre parti del suo corpo, emblemi delle sue virtù (V. Gaillard, t. II, p. 317-360.)