[90.] V. Reland (De relig. Moham., l. I, p. 17-47). Sale (Discours prélim., p. 73-86, Voyage de Chardin, t. IV, p. 28, 37, 39, 47), su questa aggiunta de' Persiani, Alì è il vicario di Dio. Ma il numero preciso de' profeti non è articolo di fede.
[91.] V. intorno a' libri apocrifi d'Adamo, il Fabricio, Codex pseudepigraphus. V. T., p. 27-29; intorno a que' di Seth, p. 154-157; a que' d'Enoch, p. 160-219; ma il libro d'Enoch è per alcuni rispetti consecrato dalla citazione che ne fa l'appostolo San Giuda. Sincello e Scaligero allegano in suo favore un lungo brano d'una leggenda.
[92.] I sette precetti di Noè sono spiegati dal Marsham (Canon. chronicus, p. 154-180), che in questa occasione aderisce al sapere e alla credulità dello Selden.
[93.] D'Herbelot ha seminato con amenità, ne' suoi articoli Adamo, Noè, Abramo, Mosè, ec., le leggende inventate dalla fantasia de' Musulmani, che hanno piantato il loro edificio su le fondamenta della Sacra Scrittura e del Talmud.
[94.] Corano, c. 7, p. 128, ec.; c. 10, p. 173, ec.; d'Herbelot, p. 647, ec.
[95.] Corano, c. 3, p. 40; c. 4, p. 80; d'Herbelot, p. 390, ec.
[96.] V. l'Evangelo di San Tommaso, o dell'Infanzia, nel Codex apocryphus N. T. del Fabricio, che rauna le varie testimonianze su quello scritto (p. 128-158). Fu pubblicato in greco dal Cotelier, e in arabo dal Sike, che crede posteriore a Maometto la copia che ne abbiamo; ma pure le citazioni s'accordano coll'originale sul discorso di Gesù Cristo nella culla, su gli uccelli d'argilla dotati di vita, ec. (Sike, c. I, p. 168, 169; c. 36, p. 198, 199; c. 46, p. 206; Cotelier, c. 2, p. 160, 161.)
[97.] La Chiesa latina crede, come fu rivelato, che Maria concepì per opera dello Spirito Santo; crede inoltre ch'essa sia stata immacolata nella sua Concezione, e non ha bisogno di prendere quest'ultima credenza dal libro di Maometto, nomato il Koran; se poi la Concezione immacolata v'è indicata, ciò non può che formare un favore già superfluo a cotale credenza. (Nota di N. N.)
[98.] L'immacolata Concezione della Vergine Maria è in modo oscuro indicata nel Corano (c. 3, p. 39), e più apertamente dalla tradizione de' Sonniti (Sale, Nota, e Maracci, t. II, p. 212). San Bernardo riprovò, nel secolo duodecimo, l'immacolata Concezione, come una novità presuntuosa (Fra Paolo, Istoria del Concilio di Trento, l. II.).
[99.] La morte e la resurrezione di Gesù Cristo sono narrate chiaramente negli evangelj, e furono sempre credute. Anche Giuseppe Flavio storico, benchè Ebreo, a vantaggio di tale credenza, accenna la resurrezione, nè vale che alcuni critici indiscreti abbiano sostenuto essere stato artifiziosamente inserito il passo nell'Opera di Giuseppe Flavio, per accreditare la resurrezione narrata nell'evangelio coll'affermazione d'uno scrittore Ebreo vicino alla morte di Cristo: l'autenticità di questo passo fu con buone ragioni difesa. (Nota di N. N.)