Dopo sedici anni di un regno saggio e pacifico, la ricordanza dell'antica sconfitta, eccitò S. Luigi ad imprendere la settima ed ultima Crociata. Tornate in istato fiorente erano le sue rendite; gli Stati suoi aumentati, e risorta in questo intervallo una nuova generazione di guerrieri. Rinnovellatasi parimente in lui la fiducia di migliori successi, posesi in mare, condottiero di seimila uomini a cavallo, e di trentamila fanti. La perdita di Antiochia che fatta aveano i Cristiani, davasi per motivo di una tale spedizione; la bizzarra speranza di amministrare il sacramento del Battesimo al re di Tunisi, indusse il Monarca francese a veleggiare primieramente verso le coste dell'Affrica. La fama sparsa degli immensi tesori che colà racchiudevansi, confortò i Crociati sul ritardo che alla lor peregrinazione opponeasi. Ma in vece di un proselito, il santo esercito trovò in quelle rive un assedio da imprendere. I Francesi nella loro espettazione delusi, in mezzo a quelle arse arene perivano; la morte colpì S. Luigi entro la sua tenda e immediatamente l'erede del trono diede il segno della ritirata[646]. In cotal guisa, così un ingegnoso scrittore si esprime, un Re cristiano presso le rovine di Cartagine incontrò la morte facendo guerra ai Musulmani in un paese, ove Didone avea introdotte le divinità della Sorìa[647].

A. D. 1250-1517

Non è lecito l'immaginarsi una costituzione più assurda e tirannica di quella che condanna in perpetuo una nazione a vivere schiava sotto il governo arbitrario di schiavi stranieri. Tale, nondimeno, è stata da oltre cinque secoli la condizione dell'Egitto; in guisa che i più illustri Sultani della dinastia Baarite e Borgite[648], derivavano eglino stessi da tartare o circasse tribù, e i ventiquattro Beì, o Capi militari dell'Egitto, hanno sempre avuti per successori, non già i proprj figli, ma i loro servi. Fondano costoro i proprj diritti sul Trattato che Selim I conchiuse con questa repubblica militare, Trattato che riguardano come la Grande Carta di lor libertà[649]: laonde gl'Imperatori ottomani continuarono d'allora in poi a riscotere unicamente dall'Egitto un lieve tributo, siccome pegno del vassallaggio di questa contrada. La storia delle accennate due dinastie, eccetto brevi intervalli d'ordine e di tranquillità, non presenta che una continua serie di assassinj e misfatti[650]; ma il trono delle medesime, comunque crollante per sì forti scotimenti, sulla salda base della disciplina e del valor si reggea; laonde governavano e l'Egitto, e l'Arabia, e la Nubia, e la Sorìa; e i Mammalucchi, composti in origine di ottocento uomini di cavalleria moltiplicaronsi fino al numero di venticinquemila: obbedivano in oltre a questi Capi dell'Egitto centosettemila uomini di milizia provinciale, e all'uopo poteano sul soccorso di sessantaseimila Arabi calcolare[651]. Cosa naturale ella era, che Principi così coraggiosi e di sì considerabili forze invigoriti non avrebbero lungo tempo tollerata tanta prossimità di una nazione independente e nemica, e se l'espulsione assoluta de' Franchi, di quaranta anni in circa, venne tardata, di questo mezzo secolo d'esistenza ebbero l'obbligazione agl'impacci in cui trovossi la nuova dominazione egiziana ancora mal salda, all'invasione de' Mongu, ai soccorsi che da alcuni pellegrini guerrieri agli stessi Crociati venner condotti. Nel novero di tali soccorritori, il leggitore inglese fermerà il guardo sul nome di Eduardo I, che durante la vita del padre suo Enrico, prese la Croce. Capitano di mille soldati, il futuro conquistatore del paese di Galles e della Scozia, costrinse gl'Infedeli a levare l'assedio di Acri, e innoltratosi fino a Nazaret con novemila uomini, emulò la gloria del suo zio Cuor-Di-Leone; con ardite imprese ad una tregua di dieci anni il nemico forzò; e ricco di questi allori, rivide l'Europa a malgrado di un fanatico traditore che pericolosamente il ferì[652]. Bondocdar, o Bibars, Sultano dell'Egitto e della Sorìa, sorprese e quasi per intero distrusse la città di Antiochia[653], trovatasi fino allora, per sua giacitura, meno esposta alle calamità della Santa Guerra. Tal si fu il termine di questo principato; e la prima città conquistata dai Cristiani, videsi spopolata dalla strage di settemila, e dalla cattività di centomila de' suoi abitanti. Le città marittime di Laodicea, Gabala, Tripoli, Berite, Sidone, Tiro, Giaffa, e le Fortezze degli Ospitalieri e de' Templarj, si arrendettero successivamente. Il solo possedimento che i Franchi serbassero, si stette nella città e colonia di S. Giovanni d'Acri, da alcuni scrittori indicata sotto il nome più classico di Tolomaide.

Dopo la perdita di Gerusalemme, Acri[654], lontana circa settanta miglia dalla prima città, divenne la metropoli de' Latini orientali: di vasti e saldi edifizj la ornarono, di doppio muro la cinsero, un porto artifiziale ivi costrussero. E fuggiaschi, e nuovi pellegrini ne aumentarono la popolazione, mentre il favor della tregua e il sito suo vantaggioso, tutto il commercio dell'Oriente e dell'Occidente vi conduceano. Trovavansi ne' mercati di Acri le produzioni di ogni clima; gl'interpreti d'ogni lingua vi convenivano; ma un tal miscuglio di tutte le nazioni, tutti i vizj ancora addusse colà, e propagò. Fra quanti eranvi discepoli di Cristo e di Maometto, gli abitatori di Acri d'entrambi i sessi, tutti gli altri in fama di corruttela e dissolutezza passavano, nè le leggi erano a bastanza forti per frenar quivi gli abusi della religione. Parecchi sovrani contava questa città, governo nessuno. I Re di Gerusalemme e di Cipro appartenenti alla Casa di Lusignano, i principi di Antiochia, i conti di Tripoli e di Sidone, i Gran Mastri degli Ordini, ospitaliero, templario e teutonico, le repubbliche di Venezia, di Genova, di Pisa, il Legato del Papa, i Re di Francia e d'Inghilterra, tutti con autorità independente volean dominarvi. Diciassette tribunali giudicavano con diritto di assolvere e sentenziare a morte; laonde i colpevoli d'un rione si rifuggivano ad un altro, ove non accadea mai che protezione non ottenessero. La gelosia delle diverse nazioni, e violenze, e sanguinosi casi partoria di frequente. Alcuni venturieri disonorando la Croce che difendeano, si trassero per correggere il ritardo de' loro stipendj a saccheggiare diversi villaggi maomettani. Diciannove mercatanti della Sorìa, che riposandosi nella fede pubblica, faceano tranquillamente il loro traffico, vennero spogliati ed appiccati per opera de' Cristiani; il Governo de' quali, negando la giusta soddisfazione chiesta per tale misfatto dal Sultano Kalil, le ostilità di questo principe giustificò. Ei mosse ver la città con sessantamila uomini di cavalleria, e cenquarantamila d'infanteria. Il suo traino di artiglieria, se mi è lecito valermi di questa espressione, era formidabile e numeroso. Vi vollero cento carri per trasportare i pezzi di legno, de' quali una sola macchina andava composta. Lo storico Abulfeda, che militava nelle truppe di Hamà, fu egli medesimo spettatore di questa santa guerra. Comunque grandi fossero le sregolatezze de' Franchi, l'entusiasmo e la disperazione animaronli di novello coraggio; ma dilacerati per le discordie de' diciassette lor Capi, si trovarono da tre bande oppressi dal peso delle forze che conduceva il Sultano. Dopo un assedio di trentatre giorni (A. D. 1291), i Musulmani forzarono il doppio muro. Le macchine distrussero la primaria fra le torri d'Acri; e datosi assalto generale dai Mammalucchi, la città venne presa, e sessantamila Cristiani perirono, o divennero schiavi. Il Convento, o a meglio dire la Fortezza dei Templarj, per tre giorni ancor resistè; ma trapassato da una freccia il Gran Mastro perì, e di cinquecento cavalieri che difendevano quelle mura, soli dieci rimasero in vita; più sfortunati però di coloro che caddero vittime della pugna, poichè il destino più tardi serbavali a patire su feral talamo le conseguenze dell'ingiusto e crudel bando che tutto il loro Ordine fulminava. Il re di Gerusalemme, il Patriarca, e il Gran Mastro dell'Ordine degli Ospitalieri, operarono la loro ritirata verso la riva; ma tempestosa era l'onda, nè il numero delle navi bastante ad accoglierli. Molta mano di fuggitivi annegò prima di aggiugnere l'isola di Cipro, ove Lusignano della perduta Palestina potea consolarsi. Vennero per ordine del Sultano spianate le chiese e le fortificazioni delle latine città; un motivo di timore o di avarizia persuase lasciar libero alla pietà cristiana l'accesso del Santo Sepolcro, libertà di cui alcuni devoti pellegrini d'indi in poi profittarono. Su quel lido, che sì lungo tempo avea rintronato delle querele del Mondo, un lugubre e solitario silenzio regnò[655].

FINE DELL'UNDECIMO VOLUME.

[INDICE]

DEI CAPITOLI E DELLE MATERIE
CHE SI CONTENGONO
NELL'UNDECIMO VOLUME

CAPITOLO LIV. Origine, e dottrina dei Paoliziani. Persecuzioni che soffersero dagl'Imperatori greci. Loro ribellione in Armenia ec. Migrazione nella Tracia. Dottrina de' medesimi propagata in Occidente. Germi, caratteri e conseguenza della Riforma.
A. D.
Indolente superstizione della Chiesa greca [pag. 5]
660 Origine de' Paoliziani, o discepoli di San Paolo [8]
Bibbia de' Paoliziani [10]
Semplicità della dottrina e del culto de' medesimi [12]
Ammetteano i due principj de' Magi e dei Manichei [15]
Pongono dimora nell'Armenia, nel Ponto ec. [17]
Perseguitati dagl'Imperatori greci [19]
845-880 Ribellione de' Paoliziani [22]
Affortificano Tefrica [23]
Saccheggiano l'Asia Minore [24]
Venuti a scadimento [26]
Trapiantati dall'Armenia nella Tracia [26]
Mettono soggiorno in Italia e in Francia [30]
1200 ec. Persecuzione degli Albigesi [38]
Indole e conseguenze della Riforma [40]
CAPITOLO LV. I Bulgari. Origine, migrazioni, e fermate degli Ungaresi. Lor correrie nell'Oriente e nell'Occidente. Monarchia de' Russi. Particolarità sulla Geografia e il commercio di questa nazione. Guerra de' Russi contro l'Impero greco. Conversione de' Barbari.
680-1017 ec. Migrazione de' Bulgari [53]
900 Croatti, o Schiavoni della Dalmazia [55]
640-1017 Primo regno de' Bulgari [57]
884 Migrazione de' Turchi e degli Ungaresi [61]
Origine finnica di questi popoli [65]
900 Cognizioni militari e costumanza degli Ungaresi e de' Bulgari [67]
889 Correria degli Ungaresi; paesi ove si fermano [70]
934 Vittorie di Enrico l'Uccellatore [75]
955 Di Ottone il Grande [76]
839 Origine della monarchia Russa [80]
I Varangi di Costantinopoli [83]
950 Geografia e commercio della Russia [85]
Spedizioni navali de' Russi contra Costantinopoli [89]
865 I. [91]
904 II. [92]
941 III. [93]
1043 IV. [94]
Negoziazioni e profezie [94]
955-973 Regno di Svatoslao [96]
970-973 Sconfitta di Svatoslao per l'armi di Giovanni Zimiscè [98]
864 Conversione della Russia [101]
955 Battesimo di Olga [102]
988 Di Volodimiro [104]
800-1100 Cristianesimo del Nort [105]
CAPITOLO LVI. I Saracini, i Franchi e i Greci in Italia. Prime avventure de' Normanni, e colonie poste da essi in questa parte dell'Europa. Indole e conquiste di Roberto Guiscardo duca della Puglia. Liberazione della Sicilia operata da Ruggero, fratello di Guiscardo. Vittoria sugl'imperatori dell'Oriente e dell'Occidente da Roberto riportata. Ruggero, re di Sicilia, invade l'Affrica e la Grecia. L'imperatore Manuele Comneno. Guerra tra i Greci e i Normanni. Estinzione de' Normanni.
840-1017 Guerre de' Saracini, de' Latini e dei Greci in Italia [109]
871 Conquista di Bari [111]
890 Nuova provincia de' Greci in Italia [113]
Fatti particolari [116]
1016 Comparsa de' Normanni in Italia [120]
1029 Fondazione di Aversa [124]
1038 Milizie de' Normanni nella Sicilia [125]
1040-1043 Conquistano la Puglia [127]
Indole de' Normanni [130]
1046 Oppressione della Puglia [131]
1049-1054 Lega fra il Papa e i due Imperi [133]
1053 Spedizione di Papa Leone IV contra i Normanni [135]
Disfatta e prigionia di questo Pontefice [136]
Origine dell'investitura del regno di Napoli conferita dai Pontefici [138]
1020-1085 Nascita e indole di Roberto Guiscardo [139]
1054-1080 Ambizione del medesimo e buoni successi ottenuti [143]
1060 Duca della Puglia [145]
Conquiste di esso in Italia [146]
Scuola di Salerno [148]
Commercio di Amalfi [149]
1060-1090 La Sicilia conquistata dal Conte Ruggero [150]
1081 Impero d'Oriente invaso da Roberto [155]
1081 Assedio di Durazzo [158]
Esercito e azioni campali dell'Imperatore Alessio [161]
1081 Battaglia di Durazzo [165]
1082 Presa di Durazzo [168]
Ritorno di Roberto e condotta di Boemondo [170]
1081 Enrico III imperatore, chiamato in soccorso dai Greci [172]
1081-1084 Assedia Roma [174]
Fugge all'avvicinar di Roberto [175]
1084 Roberto riporta l'armi sue nella Grecia [177]
1085 Morte di Roberto [180]
1101-1154 Regno di Ruggero, gran Conte della Sicilia, ambizione del medesimo [181]
1127 Duca della Puglia [182]
1130-1139 Primo Re di Sicilia [183]
1122-1152 Fa conquiste nell'Affrica [185]
1146 Invade la Grecia [188]
Luigi VII Re di Francia, liberato per opera dell'ammiraglio di Ruggero [189]
Insulti portati sotto le mura di Costantinopoli [190]
1148-1149 Normanni scacciati dall'Imperatore Manuele [191]
1155 Riduzione della Puglia e della Calabria [191]
1155-1174 ec. Disegni di conquista sull'Italia e sull'Impero d'Occidente [193]
Andati a vuoto [195]
1156 Pace coi Normanni [197]
1154 Ultima guerra fra i Greci e Normanni [197]
1154 Guglielmo I, soprannomato il Cattivo, Re di Sicilia [198]
1166-1189 Guglielmo II, soprannomato il Buono [200]
Lamentazioni dello Storico Falcando [201]
1194 Regno di Sicilia conquistato dall'Imperatore Enrico VI [203]
1204 Fine del regno de' Normanni [206]
CAPITOLO LVII. I Turchi Selgiucidi. Loro ribellione contra Mammud, conquistatore dell'Indostan. Togrul sottomette la Persia, e protegge i Califfi. Romano, Imperatore debellato e fatto prigioniero da Alp-Arslan. Potenza e grandezza di Malek-Sà. Conquiste dell'Asia Minore e della Sorìa. Trista condizione cui Gerusalemme è ridotta. Pellegrinaggio al Santo Sepolcro.
I Turchi [208]
997-1028 Mammud il Gaznevida [209]
Le dodici spedizioni di Mammud nell'Indostan [211]
Indole di Mammud [213]
980-1028 Costumi e migrazioni de' Turchi o Turcomanni [217]
1038 Mettono in rotta i Gaznevidi, e riducono la Persia [220]
1038-1063 Regno e indole di Togrul-Beg [222]
1055 Libera il Califfo di Bagdad [224]
Ne riceve investitura [226]
1063 Morte di Togrul-Beg [227]
I Turchi invadono l'Impero romano [228]
1063-1072 Regno di Alp-Arslan [229]
1065-1068 Conquista dell'Armenia e della Georgia [229]
1068-1071 Romano Diogene Imperatore [231]
1071 Sconfitto [233]
Fatto prigioniero e liberato [236]
1072 Morte di Alp-Arslan [240]
1072-1092 Regno e prosperità di Malek-Sà [242]
1092 Morte [246]
Parteggiamento dell'Impero de' Selgiucidi [248]
1074-1084 Asia Minore conquistata dai Turchi [249]
Regno di Rum fondato dai Selgiucidi [252]
638-1099 Stato di Gerusalemme, e particolarità sulle peregrinazioni al Santo Sepolcro [255]
969-1076 Condizione di Gerusalemme sotto i Califfi Fatimiti [260]
1009 Sacrilegio di Akem [261]
1024 ec. Numero de' pellegrini aumentato [263]
1076-1096 Conquista di Gerusalemme dall'armi turche operata [265]
CAPITOLO LVIII. Origine della prima Crociata e numero de' Crociati. Indole de' Principi latini. Loro spedizione a Costantinopoli. Politica dell'Imperatore greco Alessio. Nicea, Antiochia e Gerusalemme conquistate dai Franchi. Liberazione del Santo Sepolcro. Goffredo di Buglione, primo Re di Gerusalemme. Istituzione del regno franco o latino.
1095-1099 Prima Crociata [268]
Piero l'Eremita [268]
1095 Urbano II al Concilio di Piacenza [271]
1095 Concilio di Clermont [275]
Le Crociate considerate sotto l'aspetto dell'equità [280]
Motivi spirituali e indulgenze [284]
Motivi temporali e mondani [290]
Forza dell'esempio [293]
Partenza de' primi pellegrini condotti da Piero l'Eremita [295]
1096 Distrutti nell'Ungheria e nell'Asia [297]
Partenza dell'esercito de' Crociati [300]
Goffredo di Buglione [302]
Ugo di Vermandois, Roberto di Fiandra, Stefano di Chartres ec. [303]
Raimondo di Tolosa [305]
Boemondo e Tancredi [307]
Cavalleria [309]
1096-1097 Principi latini, convenuti a Costantinopoli [313]
1096-1097 Politica dell'Imperatore Alessio Comneno [318]
Ottiene omaggio dai Crociati [321]
Tracotanza de' Franchi [325]
1097 Rassegna e novero de' Crociati [327]
1097 Assedio di Nicea [332]
1097 Battaglia di Dorilea [335]
I Crociati si volgono all'Asia Minore [337]
1097-1151 Principato di Edessa, fondato da Baldovino [338]
1097-1098 Assedio di Antiochia [340]
1098 Vittorie riportate dai Crociati [344]
Fame e stremi cui si trovano ridotti in Antiochia [345]
Leggenda della Santa Lancia [349]
Guerrieri celesti [352]
Stato politico de' Turchi e de' Califfi d'Egitto [353]
1098-1099 Indugio de' Franchi [356]
1099 Marciano a Gerusalemme [357]
Assedio e conquista di Gerusalemme nel medesimo anno [358]
1099-1100 Elezione e regno di Goffredo di Buglione [364]
1099 Giornata di Ascalon [365]
1099-1187 Reame di Gerusalemme [367]
1099-1369 Assise di Gerusalemme [371]
Corte de' Pari [373]
Legge de' combattimenti giudiziarj [375]
Corte de' borghesi [377]
CAPITOLO LIX. Impero greco salvato. Numero, passaggio de' Crociati, e avvenimenti della seconda e della terza Crociata. S. Bernardo. Regno di Saladino nell'Egitto e nella Sorìa. Conquista Gerusalemme. Crociata marittima. Riccardo I, re d'Inghilterra. Papa Innocenzo III. Quarta e quinta Crociata. Federico II Imperatore. Luigi IX di Francia, e due ultime Crociate. I Franchi o Latini scacciati dai Mammalucchi.
1090-1118 Buoni successi riportati da Alessio [381]
1101 Spedizioni per terra incominciando dalla prima Crociata [385]
1147 Seconda Crociata condotta da Corrado III e da Luigi VII [385]
1189 Terza da Federico [386]
Passaggio de' Crociati pe' dominj dell'Imperator greco [389]
Guerra de' Turchi [390]
Considerazioni sulla durata dell'entusiasmo delle Crociate [398]
1091-1153 Indole e missione di S. Bernardo [399]
Progressi dei Maomettani [404]
Gli Atabek della Sorìa [405]
1127-1175 Zenghi [406]
1145-1174 Noraddino [407]
1163-1169 L'Egitto conquistato dai Turchi [408]
1171 Caduta de' Califfi Fatimiti [413]
1171-1193 Regno e indole di Saladino [414]
1187 Conquista il regno di Gerusalemme [420]
Prende la città nel medesimo anno [423]
1188 Terza Crociata per mare [427]
1189-1191 Assedio di Acri [429]
1191-1192 Riccardo d'Inghilterra nella Palestina [432]
1192 Trattato conchiuso dal medesimo, e sua partenza [437]
1193 Morte di Saladino [440]
1198-1216 Innocenzo III [440]
1203 Quarta Crociata [442]
1218 Quinta [442]
1228 L'Imperatore Federico II nella Palestina [444]
1243 Invasione de' Carizmj [448]
1248-1254 S. Luigi, e sesta Crociata [448]
1249 Presa di Damieta [451]
1250 Cattività di S. Luigi in Egitto [452]
1270 Muore sotto le mura di Tunisi nella settima Crociata [454]
1250-1517 I Mammalucchi d'Egitto [455]
Acri, e tutta la Terra Santa, perdute pei Latini [459]

FINE DELL'INDICE.