[214.] Duo sibi proficua reputans, animae scilicet et corpori, si terram idolis deditam ad cultum divinum revocaret (Gioffredo Malaterra, l. II, c. 1). I tre ultimi libri di questo Storico son dedicati a narrare la conquista della Sicilia; e lo stesso Malaterra ha composto il Sommario esatto de' suoi Capitoli (p. 544-546).

[215.] V. la parola milites nel Glossario latino del Ducange.

[216.] Fra le altre circostanze curiose, o bizzarre, il Malaterra ne racconta che gli Arabi aveano introdotto in Sicilia l'uso de' cammelli, (l. 1, c. 33), e de' colombi messaggeri (c. 42); che il morso della tarantola produce una malattia quae per anum inhoneste crepitando emergit; fenomeno assai ridicolo cui soggiacque tutto l'esercito de' Normanni, accampato sotto la mura di Palermo (c. 36). Aggiugnerò una etimologia che non è indegna dell'undicesimo secolo. Messana è derivato di Messis, luogo d'onde le biade venivano dalla Sicilia inviate in tributo a Roma (l. II, c. 1).

[217.] V. la capitolazione di Palermo nel Malaterra (lib. II, c. 45) e nel Giannone che parla sulla tolleranza generale conceduta ai Saracini (t. II, p. 72).

[218.] Giovanni Leone Affricano (De medicis et philosophis Arabibus, c. 14, presso Fabricio, Bibl. graec. t. XIII, p. 278, 279). Questo filosofo nomavasi Esseriff, Essascialli, e morì nell'Affrica (A. E. 516, A. D. 1112). Tal denominazione ha molta somiglianza coll'altra Seriff al Eldrisi. Così chiamavasi chi offerse il suo libro (Geogr. nubiens.; V. la Prefazione, p. 88, 90, 176) a Ruggero re di Sicilia (A. E. 548, A. D. 1153; D'Herbelot, Bibl. orient. p. 786; Prideaux, Life of Mahomet, pag. 188; Petis de la Croix, Hist. de Gengis-kan, p. 535, 536; Casiri, Bibl. arab. hispan. t. II, p. 9-13), onde temo sia accaduto in ordine a ciò qualche equivoco.

[219.] Il Malaterra parlando della fondazione de' Vescovadi (l. IV, c. 7) porta la Bolla in originale (l. IV, c. 29). Il Giannone, come istorico del paese, offre un'idea di questo privilegio e della monarchia di Sicilia (t. II, p. 95-102), e Saint-Marc (Abrégé, t. III, p. 217-301) discute una tale quistione con tutta l'abilità d'un giureconsulto siciliano.

[220.] Nelle descrizioni della prima spedizione di Roberto contra i Greci, i miei autori sono: Anna Comnena (I, II, IV, V. libri dell'Alexiade), Guglielmo Pugliese (lib. IV e V, p. 270-275), e Gioffredo Malaterra (l. III, c. 13, 14-24, 29-39); essi erano contemporanei, e possono riguardarsi come autentici i loro scritti, avvertendo però, che niun d'essi fu testimonio oculare delle battaglie.

[221.] Una di queste si sposò ad Ugo, figlio di Azzo, o Axo, marchese di Lombardia (Guglielmo Pugliese, l. III, p. 267), ricco, potente e nobile nell'undecimo secolo, e i cui maggiori il Muratori e il Leibnitz hanno scoperto appartenere al nono e decimo secolo. Le due famose Case di Brunswick e di Este derivano da due figli primogeniti del marchese Azzo. V. Muratori, Antichità Est.

[222.] Anna Comnena loda e sospira con un po' troppo di libertà questo bel giovinetto, che le venne promesso in isposo quando fu sciolto l'altro contratto di nozze colla figlia di Guiscardo. Nel lib. I, pag. 23, ella dice che questo principe era αγαλμα φυσεως... Θεου χειρων φιλοτιμημα.... χρυσου γενους απορροη un gioiello dalla natura... una bell'opera delle mani di Dio... una emanazione dell'età d'oro, ec. (p. 27). Ella descrive altrove il bianco e il vermiglio della pelle, gli occhi di falco ec. l. III, p 71.

[223.] Anna Comnena (l. I, p. 28-29), Guglielmo Pugliese (l. IV, p. 271), Gioffredo Malaterra (l. III, c. 13, p. 579, 580). Più circospetto si mostra quest'ultimo; ma il Pugliese dice,