More locustarum montes et plana teguntur.

[231.] V. Guglielmo di Malmsbury, De Gestis Anglor., l. II, p. 92. Alexius fidem Anglorum suscipiens, praecipuis familiaritatibus his eos applicabat, amorem eorum filio transcribens. Orderico Vitale (Hist. eccles., l. IV, pag. 508, l. VII, p. 841) racconta la partenza di questi profughi dall'Inghilterra e il modo onde presero servigio in Grecia.

[232.] V. il Pugliese (l. I, p. 256). Ho già descritto nel capitolo LIV la storia e l'indole di questi Manichei.

[233.] V. il semplice ed ammirabile racconto di Cesare (Comment. de bell. civil. III, 41-75). Gli è da deplorarsi che Quinto Icilio (il Signor Guichard) non sia vissuto a bastanza per far le note a questa parte di essi come le ha fatte alle azioni campali dell'Affrica e della Spagna.

[234.] Παλλας αλλη και μη Σθηνη un'altra Pallade, ma non Minerva. Il presidente Cousin (Hist. de Constantinople, t. IV, p. 131, in 12) ha tradotto molto aggiustatamente «che combattea come una Pallade, benchè non dotta al pari di quella della Grecia». I Greci aveano composti gli attributi delle loro divinità di due caratteri poco fatti per accoppiarsi, quello di Neith, l'artigiana di Sais nell'Egitto, e quello di una vergine amazzone del lago Tritonio nella Libia (Banier, Mythologie, t. IV, p. 1-31, in 12).

[235.] Anna Comnena (lib. IV, p. 116) ammira con una specie di terrore le maschili virtù di una tal donna. Queste erano più famigliari alle Latine, e benchè il Pugliese (lib. IV, p. 273) faccia menzione della presenza e della ferita della moglie di Guiscardo, affievolisce l'idea della sua intrepidezza:

Uxor in hoc bello Roberti forte sagitta

Quadam laesa fuit: quo vulnere TERRITA nullam

Dum sperabat opem, se poene SUBEGERAT hosti.

Il vocabolo subegerat non è felice che trattandosi di una donna prigioniera.