[531.] Il regno di Luigi il Grosso, riguardato come autore di tale instituzione negli Stati di Francia, non incominciò che nove anni dopo il regno di Goffredo (A. D. 1108), Assises (c. 2-324). V. intorno all'origine e agli effetti della instituzione medesima le osservazioni giudiziose del Robertson (St. di Carlo V, vol. 1).

[532.] Tutti i lettori che hanno famigliarità colla storia, intenderanno per popolo di Sorìa i Cristiani orientali, Melchiti, Giacobiti e Nestoriani, i quali tutti avean adottato l'uso della lingua araba.

[533.] V. le Assise di Gerusalemme (310, 311, 312). Queste leggi furono in vigore fino al 1350 nel regno di Cipro. Nello stesso secolo, sotto il regno di Odoardo I (e lo scorgo dal suo libro de' conti di recente pubblicato), il prezzo di un cavallo non era meno esorbitante nell'Inghilterra.

[534.] Anna Comnena racconta le conquiste fatte dal padre suo nell'Asia Minore (Alexiad., l. XI, p. 321-325, l. XIV, pag. 419); la guerra di Cilicia contra Tancredi e Boemondo (p. 228-342); la guerra di Epiro con insopportabile ampollosità (l. XII, XIII, pag. 345-406); la morte di Boemondo (l. XIV, p. 419).

[535.] Cionnullameno i Re di Gerusalemme ad alcune forme di dependenza si sottomisero; e nelle date delle loro iscrizioni, una delle quali è tuttavia leggibile nella chiesa di Betlem, al proprio nome, quello del regnante Imperatore rispettosamente anteponevano (Dissertat. sur Joinville, XXVII, pag. 319).

[536.] Anna Comnena, a compimento della sua favola, aggiunge che venne rinchiuso entro la bara in compagnia del cadavere d'un cuoco, e si degna fare le maraviglie che questo Barbaro abbia potuto sopportare tale imprigionamento e l'odore d'un morto. La ridicola novelletta dai Latini non è conosciuta.

[537.] Απο Θυλης, nella geografia bisantina dovrebbe significare Inghilterra. Pure sappiamo, in modo da non dubitarne, che Enrico I non permise a Boemondo il levar truppe dall'Inghilterra (Ducange, Not. ad Alexiad, p. 41).

[538.] La copia del Trattato (Alexiad, l. XIII, p. 406-416), è un documento meritevole di curiosità, che per essere inteso bene avrebbe d'uopo della carta del Principato di Alessandria: ma potrebbe anche fornire i dati per disegnarla.

[539.] V. nella dotta opera del de Guignes (t. II, part. II) quanto sulla storia de' Selgiucidi d'Iconium, di Aleppo e di Damasco si è potuto raccogliere dagli autori Greci, Latini, ed Arabi; ma questi ultimi poco istruiti degli affari di Rum si dimostrano.

[540.] Iconium viene citato da Senofonte, come posto fortificato; lo stesso Strabone lo accenna col nome equivoco di Κωμοπολις, Comopoli (Cellarius, t. II, p. 121): nondimeno S. Paolo trova questo sito abitato da una moltitudine πληθος di Ebrei, o Gentili. Abulfeda lo descrive, sotto la corrotta denominazione di Kunigià, come città grande, bagnata da un fiume, ricca di sontuosi giardini, distante tre leghe dalle montagne, e ornata, non so il perchè, dal mausoleo di Platone (Abulfeda, Tabul. XVII, p. 304, vers. Reiske, e l'Index geographicus di Schultens, tolto da Ibn Said).