[541.] Come supplimento alla storia della prima Crociata, V. Anna Comnena (Alexiad, l. XI, p. 331 ec.) e il libro ottavo di Alberto d'Aix.

[542.] Intorno la seconda Crociata di Corrado III e di Luigi VII, v. Guglielmo di Tiro (l. XVI, c. 18-29), Ottone di Freysingen (l. I, cap. 34-45, 59, 60), Mattia Paris (Hist. Mayor., p 68), Struve (Corpus Hist. Germanicae, p. 372, 373), Scriptores rerum Franc., del Duchesne, t. IV; Niceta, in Vit. Manuel, l. I, c. 4, 5, 6, pag. 41-48; Cinnamo (l. II, p. 41-49).

[543.] Intorno alla terza Crociata di Federico Barbarossa V. Niceta in Isacco l'Angelo (l. II, cap. 3-8, pag. 257-266), Struvio (Corpus Hist. Ger. p. 414), e due istorici che probabilmente furono spettatori: Taginone (in Script. Freher., t. I, p, 406-416, ediz. Struvio) e l'Anonimo de Expeditione Asiatica, Fred. 1 (in Canisii antiquit. Lection., t. III, part. II, p. 498-526, ediz. Basnage).

[544.] Anna Comnena che pone di quarantamila uomini a cavallo e di centomila fanti il numero di questi migrati, li chiama Normanni, e assegna loro per condottieri i due fratelli di Fiandra. I Greci erano in singolarissima guisa ignoranti sui nomi delle famiglie e de' possedimenti de' Principi latini.

[545.] Guglielmo di Tiro e Mattia Paris contano in ciascun esercito settantamila loricati.

[546.] Il Cinnamo cita questo conto imperfetto (εννενηκοντα μυριαδες, novecentomila), che Odone di Diogile presso il Ducange (ad Cinnamum) riduce alla esattezza col profferire un numero di novecentomila cinquecentocinquantasei individui. Perchè dunque la traduzione e il comentario si stanno al calcolo non compiuto di novecentomila? Goffredo di Viterbo esclama (Pantheon, p. 19 Muratori, t. VII, p. 462).

— Numerum si poscere quaeras,

Millia millena milites agmen erat?

[547.] Questo stravagante calcolo è di Alberto di Stade (V. Struvio, p. 414). Il mio è tolto da Goffredo di Viterbo, da Arnoldo di Lubecca, citato dallo stesso Goffredo, e da Bernardo il Tesoriere (c. 169, p. 804). Gli autori originali tacciono a tal proposito. I Maomettani faceano ascendere il loro esercito a dugento, o dugentosessantamila uomini (Bohadin, in vit. Saladin, p. 110).

[548.] Mi è d'uopo notare che nella seconda e nella terza Crociata, i Greci e gli Orientali chiamano i sudditi di Corrado e di Federico Alamanni. I Lechi o Tzechi del Cinnamo sono i Polacchi e i Boemi; questo autore conserva ai Francesi l'antica denominazione di Germani. Cita ancora i Βριταονοο Britanni o Βριττο, Britti.