[559.] Il vezzo di mettere in paralello due grandi uomini, ha tratti molti scrittori a credere, o almeno a voler sostenere, che Federico annegò nel Cidno, famoso per la morte di Alessandro che imprudentemente vi prese un bagno (Q. Curt., l. III, c. 4, 5). Ma la strada tenuta dall'imperatore Barbarossa, m'induce piuttosto a pensare che il Saleph sia tutto un fiume col Calicadno, riviera men rinomata del Cidno, ma nel suo corso più lunga.

[560.] Marino Sanuto mette per principio (A. D. 1321) quod stolus Ecclesiae per terram nullatenus est ducenda; e coll'attribuire a straordinario soccorso celeste il buon esito della prima Crociata, distrugge l'obbiezione, che questa alla massima da esso annunziata opporrebbe (Secreta fidelium crucis, l. II, pars II, c. 11, p. 37).

[561.] Ma questo sepolcro era quello di Gesù Cristo, riguardato da' Crociati, come una cosa preziosissima[*]. (N. di N. N.)

* Alla pia osservazione dell'Autore di queste note un'altra ne aggiugneremo, filosofica semplicemente. I Crociati, e massimamente i loro condottieri, non erano dalla sola pietà guidati a queste imprese, ma dal desiderio di conquistare ricchezze e novelli regni, come lo stesso sig. Gibbon ha osservato nel precedente capitolo. L'esperienza poi delle sciagure de' predecessori non poteva essere di tanto peso, massimamente ne' secoli della cavalleria, per uomini ardentissimi di gloria militare, avvezzi a non calcolare, può dirsi, nulla la vita sol che vedessero una lontana speranza di superare ostacoli da niuno ancor superati. Forse minori pericoli non disprezzavano, e non disprezzano tuttavia, dopo la scoperta del Nuovo Mondo, quegli arditi naviganti, che, avidi di trovare nuove terre, nuovi animali, nuove meteore, affrontano incogniti fondi, furor di selvaggi, e mostri, e fame, e mari di diaccio. (Nota dell'Editore)

[562.] I più autentici schiarimenti intorno a S. Bernardo si trovano ne' suoi scritti medesimi pubblicati nella edizione corretta del padre Mabillon, e ristampati a Venezia nell'anno 1750 in sei volumi in-folio. Tutto quanto l'affezione personale ha potuto raccogliere, tutto quanto la superstizione è stata capace di aggiungere, trovasi nelle due vite di questo Santo, composte da' suoi discepoli, nel sesto volume. Tutto ciò che l'erudizione e la sana critica possono ammettere, leggesi nelle Prefazioni degli Editori benedettini.

[563.] Chiaravalle, detta la valle di Assinto, è situata nelle foreste vicino a Bar di Aube, nella Sciampagna. S. Bernardo arrossirebbe oggidì al vedere il lusso della sua Chiesa; cercherebbe la biblioteca, nè rimarrebbe molto edificato trovando un tino di capacità eguale ad ottocento botti, quasi somigliante a quello di Eidelberga. (Mélanges d'une grande Bibliothèque, t. XLVI, p. 15-20).

[564.] Secondo l'Autore il carattere di Santo non è interamente combinabile colla ragione e coll'umanità. Ma il vocabolo Santo, altro non vuol dire, che buono, nel suo senso generale, applicabile a qualunque uomo, di qualunque nazione, e religione; e l'uomo buono pensa, ed opera secondo la ragione, e l'umanità; dunque non è vero essere il carattere di Santo in generale, e nel suo vero significato non combinabile colla ragione, e coll'umanità. Riferendo poi l'Autore il vocabolo Santo ai Cristiani, fra' quali era S. Bernardo, avverta il lettore, che vie più, quando veramente lo meritino, il vocabolo Santo è, loro bene applicato nel suo vero senso, inseparabile dall'uso della ragione, e dai sentimenti di umanità: nè varrebbe l'opporre alcuni fatti di zelo eccessivo e condannevole. (N. di N. N.)

[565.] I discepoli del Santo (vit. prima, l. III, c. 2, p. 1232; vit. secunda, c. 16, n. 45, p. 1383) raccontano un esempio sorprendente della pietosa apatia del loro maestro. Juxta lacum etiam Lausannensem totius diei itinere pergens, penitus non attendit, aut se videre non vidit. Cum enim vespere facto, de eodem lacu socii collequerentur, interrogabat eos ubi lacus ille esset; et mirati sunt universi. Per farsi idea del senso che una tal distrazione di S. Bernardo dovea eccitare, vorrei che il leggitore avesse, come io in questo momento, dinanzi alle finestre della sua Biblioteca, la deliziosa prospettiva di un sì ammirabil paese.

[566.] Ottone di Freysingen, l. I, c. 4; S. Bernardo, epist. 363, ad Francos orientales, Opp., t. I, pag. 328; vit. prima, l. III, c. 4, t. VI, p. 1235.

[567.] Mandastis et obedivi.... multiplicati sunt super numerum; vacuantur urbes et castella; et pene jam non inveniunt quem apprehendant septem mulieres unum virum; adeo ubique viduae vivis remanent viris (S. Bern. epist. pag. 247).