[73.] Intorno al primo assedio e alla conquista di Costantinopoli giova consultare la lettera originale de' Crociati ad Innocenzo III, Villehardouin (n. 75-99), Niceta (in Alex. Com. l. III c. X, p. 349-352), Dandolo (Chron., p. 322). Gunther e l'Abate Martino non erano anche tornati dal lor primo pellegrinaggio a Gerusalemme o a S. Giovanni d'Acri, ove ostinatamente fermaronsi, benchè la maggior parte de' loro compagni vi fosse morta di peste.

[74.] Il Villehardouin colla sua grossolana eloquenza, n. 66-100, ne fa comprendere, quale impressione provassero i Crociati al vedere Costantinopoli e i suoi dintorni: cette ville, dic'egli, que de toutes les autres ere Souveraine. V. i tratti di questa descrizione in Foulcher di Chartres (Hist. Hieros., t. I, c. 4), e in Guglielmo di Tiro (II, 5, XX, 26).

[75.] Giocando ai dadi, i Latini gli tolsero il suo diadema, mettendogli in capo un berrettone di lana o di pelo. Το μεγαλοπρεπες κς παγκλειστον κατερρυπινεν ονομα, infamavano un nome dignitoso e gloriosissimo (Nicetas, p. 358). Se un tale scherzo gli fu fatto dai Veneziani, vi si vedeva la conseguenza dell'audacia naturale ai repubblicani e ai trafficanti.

[76.] V. Villehardouin, n. 181; Dandolo, p. 322. Il Doge afferma che i Veneziani furono pagati più lentamente de' Francesi, osservando però che la storia delle due nazioni in ordine a ciò non si trova d'accordo. Aveva egli letti gli scritti del Villehardouin? I Greci si lamentarono quod totius Graeciae opes transtulisset (Gunther, Hist., C. P. c. 13). V. le querimonie e le invettive di Niceta (p. 355).

[77.] Il regno di Alessio Comneno occupa tre interi libri di Niceta, che impiega solo cinque capitoli a narrare la corta restaurazione d'Isacco e del giovine Alessio (p. 352-362).

[78.] Mentre Niceta rimprovera ad Alessio l'empia lega che questi avea co' Latini contratta, insulta con termini ingiuriosi la religione del romano Pontefice, μειζον και ατοσοπτόν.... παρεκτροπμν σιρτεως.... των του παπα προνομιων καινιεμον.... γεταθεειο τε και μεταποιμεν των πσλαιων φωμαιοις εθων, deviò grandemente e in modo indegno dalla fede.... la novità delle massime del Papa.... mandava ai Romani cangiate e trasfigurate le massime antiche, (p. 348). Così tutti i Greci si espressero fino al punto della compiuta sovversione di questo impero.

[79.] Niceta (pag. 355) non esita nell'accusare particolarmente i Fiaminghi (φλαμιονες) Flamiones; ma a torto riguarda siccome antico il lor nome. Il Villehardouin (n. 107) difende i Baroni, e ignora o mostra ignorare i nomi de' colpevoli.

[80.] Si paragonino le lamentele e i sospetti di Niceta (p. 359-362) colle accuse positive di Baldovino di Fiandra. (Gesta Innocentii III, cap. 92, p. 534) cum pathriarca et mole nobilium, nobis promissis perjurus et mendax.

[81.] Nicolao Canabo era questo fantasma. Niceta ne fa encomj; Murzuflo alla propria vendetta lo sagrificò p. 362.

[82.] Il Villehardouin (n. 116) parla di questo Murzuflo come di un favorito, e sembra ignorare che egli fosse principe del sangue imperiale, e pertenente alla casa di Duca. Il Ducange celebre nel razzolare ogni genere di erudizione, crede che questo Alessio fosse figlio d'Isacco Duca Sebastocrator, e cugino germano del giovine imperatore Alessio.