[206.] Μονοι γαρ απαντων ανθρωπων ονομασοτατοι βασιλευς και φιλοσοφος i soli nomi più insigni fra tutti gli uomini sono re e filosofo (Greg. Acropol., c. 32). Ne' suoi famigliari intertenimenti, l'Imperatore esaminava e ad un tempo incoraggiava gli studj del futuro suo Logoteto.
[207.] Si paragonino i due primi libri di Niceforo Gregoras con Acropolita (c. 18-52).
[208.] Correa un proverbio persiano: Ciro padre, Dario padrone; il qual proverbio venne applicato a Vatace e al figlio di Vatace; ma Pachimero ha confuso Dario, umano principe, con Cambise, despota e tiranno del popolo. Furono le gravose tasse imposte da Dario, che gli procacciarono il nome meno odioso e più spregevole di Καπελος, merciaiuolo o sensale (Erodoto, III, 89).
[209.] Direbbesi che Acropolita mena vanto della sua paziente fermezza nel ricevere le percosse, e della rassegnazione con cui si allontanò dal Consiglio fino al momento di venire richiesto di nuovo. Continua indi dal cap. 53 fino al 74 della sua Storia, narrando le geste di Teodoro e i successivi servigi che gli prestò. V. il terzo libro di Niceforo Gregoras.
[210.] Pachimero (l. I, c. 21) nomina e distingue quindici, o venti famiglie greche; και οσοι αλλοι, οις η μεγαλογενης σειρα και κρυση σογκεκροτητο e quanti altri al collo de' quali sonava una magnifica catena d'oro. Tal decorazione era ella, secondo lo Storico, una catena metaforica, o realmente una materiale catena d'oro? Forse entrambe le cose.
[211.] Gli antichi Geografi, nel qual novero è il Cellario, d'Anville e i nostri viaggiatori, massimamente Pocock e Chandler, ne insegnano a distinguere le due Magnesie dell'Asia Minore; l'una del Meandro, l'altra del monte Sipilo. La seconda, qui menzionata, se si consideri che appartiene ai Turchi, può dirsi tuttavia una fiorente città. Posta a greco di Smirne ne è lontana otto ore di cammino, ossia otto leghe (Tournefort, Viaggi del Levante, t. III, lett. XXII, Viaggi di Chandler nell'Asia Minore).
[212.] V. Acropolita (cap. 75, 76, ec.) che vivea in questi tempi, Pachimero (lib. I, cap. 13-25), Gregoras (lib. III, c. 3, 4, 5).
[213.] Il Ducange (Fam. byzant. p. 230, ec.) dà schiarimenti intorno alla genealogia di Paleologo. I fatti della vita privata di cotest'uomo leggonsi in Pachimero (l. I. c. 7-12) e in Gregoras (l. II, 8, l. III, 2-4, l. IV, 1) favorevole in aperto modo al fondatore della dinastia regnante.
[214.] Acropolita (c. 50) racconta le circostanze di questo fatto singolare, sfuggito, a quanto sembra, agli Storici più moderni.
[215.] Il Pachimero (l. I, c. 12) commemorando una sì barbara prova col disprezzo del quale è degna, afferma di avere vedute in sua gioventù persone che senza soffrirne alcun danno la superarono. Egli era Greco, e la credulità è retaggio dei Greci; ma può anche darsi che l'accorgimento connaturale di questa nazione avesse suggerito ai pazienti qualche rimedio, o qualche gherminella da opporre alla superstizione dei loro concittadini, o alle voglie crudeli de' loro tiranni.