[476.] V. Rychauld (l. I, c. 13). I Sultani turchi si danno il titolo di Kan. Non pare per altro che Abulgazi riconosca gli Ottomani per suoi cugini.

[477.] Il terzo fra i Visiri, Kiuperli, ucciso alla battaglia di Salankanen nel 1691 (Cantemiro, p. 382), osò dire che tutti i successori di Solimano erano stati imbecilli, o tiranni, e venuto il tempo di spegnerne la discendenza (Marsigli, Stato militare, pag. 28). Questo eretico in politica era uno zelante repubblicano, che sostenea la causa della Rivoluzione inglese contro l'Ambasciatore di Francia (Mignot, Hist. des Ottomans, t. III, pag. 434); osava ancora mettere in ridicolo il singolare privilegio che rende le cariche e le dignità ereditarie nelle famiglie.

[478.] Calcocondila (l. V) e Duca (cap. 23) ne offrono un grossolano abbozzo della politica ottomana, dandone ad un tempo a conoscere la metamorfosi de' fanciulli cristiani in soldati turchi.

[479.] Questo saggio della disciplina e della educazione dei Turchi è tolto principalmente dall'Etat de l'Empire ottoman di Richaut, dallo Stato militare dell'Impero ottomano del Conte Marsigli, (ediz. dall'Aia, 1732 in folio) e da una Description du Sérail, approvata dallo stesso sig. Greaves, attento viaggiatore, e pubblicata nel secondo volume della sua Opera.

[480.] Osservando la Nota dei centoquindici Visiri stati fino al momento dell'assedio di Vienna (Marsigli, pag. 13), la loro carica può riguardarsi come un contratto per tre anni e mezzo.

[481.] V. le giudiziose e dilettevoli lettere del Busbek.

[482.] Il primo e secondo volume de' Saggi chimici del Dottore Watson contengono due preziosi discorsi intorno alla scoperta e alla composizione della polvere.

[483.] Intorno a ciò non possiamo gran che fidarci sull'autorità de' moderni. È vero che il Ducange ha raccolti i passi originali (Gloss. lat., t. I, pag. 675, Bombarda); ma in mezzo alla luce dubbiosa che da questi primi Scrittori ne vien tramandata, osserviamo che le denominazioni, i contrassegni dello strepito, del fuoco, e d'altri effetti che sembrano indicare la nostra artiglieria, potrebbero ancora convenire alle macchine degli Antichi e al fuoco greco. Quanto al cannone, di cui gli Inglesi, dicesi, fecero uso alla battaglia di Crécy, l'autorità di Giovanni Villani (Cron., l. XII, c. 65) parmi contrabbilanciata dal silenzio del Froissard. Nondimeno il Muratori (Antiq. Italiae medii aevi, t. II, Dissert. 26, p. 514, 515) ne offre un passo decisivo del Petrarca (De remediis utriusque Fortunae dialog.), il quale nell'anno 1344 malediceva questa folgore artifiziale, nuper rara, nunc communis.

[484.] Il cannone de' Turchi che Duca fa comparire (c. 30) per la prima volta dinanzi a Belgrado nel 1436, giusta Calcocondila (l. V, p. 123), servì nel 1422 all'assedio di Costantinopoli.

[485.] Questa singolare istruzione è stata tolta, cred'io, dagli archivj del Vaticano, per cura di Odorico Raynald, e inserita nella sua continuazione degli Annali del Baronio (Roma, 1646-1677, in dieci volumi in folio). Io non mi sono prevalso che dell'Abate Fleury (Hist. eccles., t. XX, p. 1-8), le compilazioni del quale Scrittore ho sempre trovate chiare, esatte ed imparziali.