[526.] Gli atti originali, ossia le minute del Concilio di Basilea, formano dodici volumi in folio, che tuttavia si conservano in quella pubblica Biblioteca. Basilea era una città libera, vantaggiosamente situata sul Reno, e difesa dalla Confederazione degli Svizzeri suoi vicini. Il Papa Pio II, che portando il nome di Enea Silvio, era stato segretario del Concilio, vi fondò nel 1459 una Università. Ma che cosa sono un Concilio, o una Università, a petto de' torchi di Froben, o dei lavori di Erasmo?
[527.] Questa espressione è troppo forte anche ammettendo, che l'autorità d'un Concilio generale sia superiore a quella del Papa. Chi poi volesse avere notizia di tutte le cose seguìte, durante i grandi contrasti scandalosi fra i Papi, ed i Concilj generali di Pisa, di Costanza e di Basilea, che noi qui per brevità non possiamo dare, legga lo Storico fedele ed imparziale di Fleury, e meglio ancora il dottissimo Moseim ne' Secoli decimoquarto e decimoquinto. L'Autore qui non ne dà che un esatto, ma brevissimo sospetto. (Nota di N. N.)
[528.] L'annalista Spondano (A. D. 1433, n. 25, t. I, p. 824) non mette molta asseveranza nel raccontare questa ottomana ambasceria attestata solo da Crantz.
[529.] Syropulus, p. 19. Da questo computo sembra essersi esagerato dai Greci il numero de' laici e degli ecclesiastici che seguirono di fatto l'Imperatore e il Patriarca; ma il grande Ecclesiarca non ne offre un conto esatto. I settantacinquemila fiorini che in questa negoziazione i Greci chiedevano al Papa (p. 9), erano una somma superiore ai loro bisogni e che sperar non potevano di ottenere.
[530.] Mi valgo indifferentemente delle voci ducati, o fiorini; i primi ricevono la loro denominazione dai Duchi di Milano, i secondi dalla repubblica di Firenze. Queste monete, le prime d'oro che si coniassero in Italia, e forse nel Mondo latino, possono, rispetto al peso e al valore, venir paragonate ad un terzo di ghinea d'Inghilterra.
[531.] Dopo la traduzione latina di Franza, trovasi una lunga epistola greca, o declamazione di Giorgio di Trebisonda che consiglia a Paleologo il dar preferenza ad Eugenio e all'Italia; e parla con disprezzo dell'Assemblea scismatica di Basilea, de' Barbari della Gallia e dell'Alemagna, collegatisi per trasportare la cattedra di S. Pietro di là dall'Alpi: οι αθλιοι (egli dice) σε και την μετα σου συνοδον εξα των Ηρακλειων στηλων και περα Γαδηρων εξαξουσι, que' miserabili ancora secondo te trasportano il Concilio fuori delle colonne d'Ercole, al di là di Cadice. Ma che? Non vi erano carte geografiche a Costantinopoli?
[532.] Siropolo (p. 26-31) esprime la propria indignazione e quella de' suoi compatriotti. Ben cercarono scuse alla commessa imprudenza i deputati di Basilea, ma non poteano o negare, o cambiare l'atto del Concilio.
[533.] Bisognava provare con una citazione, onde appagare il Lettore, che Eugenio IV si procacciò cotale decreto del Concilio generale di Basilea. (Nota di N. N.)
[534.] Condolmieri, nipote e Ammiraglio del Papa, dichiara espressamente, οτι οριουμονεχει παρα του Παπα ινα πολεμηση οπου αν ευρη τα κατεργα της συνοδου, και ει δυνηθη καταδυση και αφανιση, che ebbe comando dal Papa di combattere ovunque trovasse le squadre del Concilio, e potendo, le calasse a fondo e perdesse. I Padri del Sinodo diedero ordini men perentorj ai loro marinai, e fino al momento in cui le due squadre incontraronsi, le due fazioni cercarono di nascondere ai Greci lo scambievole animo ostile.
[535.] Siropolo narra le speranze di Paleologo (p. 36) e l'ultimo consiglio datogli da Sigismondo (p. 57). L'Imperatore seppe a Corfù la morte dell'amico, e se ne fosse stato avvertito più presto, sarebbe ritornato a Costantinopoli (p. 79).