[606.] V. la Storia letteraria di Cosimo e di Lorenzo de' Medici in Tiraboschi (t. VI, p. 1, l. 1, c. 2), che non lascia privi di giusti encomj Adolfo d'Aragona, Re di Napoli, i Duchi di Milano, di Ferrara, d'Urbino ec. La repubblica di Venezia è quella che ha men diritto alla riconoscenza dei dotti.
[607.] V. Tiraboschi (t. VI, parte I, p. 104), e la compilazione della prefazione di Giovanni Lascaris alla Antologia greca, stampata a Firenze nel 1494. Latebant (dice Aldo nella sua Prefazione agli Oratori greci, presso Hody, p. 249) in Athos Thraciae monte; eas Lascaris.... in Italiam reportavit. Miserat enim ipsum Laurentius ille Medices in Graeciam ad inquirendos simul et quantovis emendos pretio bonos libros. È cosa meritevole di osservazione che questa indagine fu agevolata da Baiazetto II.
[608.] Negli ultimi anni del secolo decimoquinto, Grossino, Linacero e Latimero, che aveano studiato a Firenze sotto Demetrio Calcocondila, introdussero la lingua greca nell'Università di Oxford. V. la Vita di Erasmo, non priva di singolarità, che ha composta il dottore Knight; benchè zelante campione della sua Accademia, questo Biografo è costretto a confessare che Erasmo, maestro di lingua greca a Cambridge, l'aveva imparata ad Oxford.
[609.] I gelosi Italiani bramavano riserbarsi il monopolio della cattedra di lingua greca. Quando Aldo si trovò in procinto di pubblicare i suoi Comentarj intorno Sofocle ed Euripide, Cave, gli dissero, cave hoc facias, ne Barbari istis adjuti, domi maneant; et pauciores in Italiam ventitent (V. il dottore Knight, nella sua Vita di Erasmo, pag. 365, tolta da Beato Renano).
[610.] La Tipografia di Aldo Manuzio, Romano, fu posta a Venezia verso l'anno 1494. Egli stampò oltre a sessanta voluminose Opere di greca letteratura, la maggior parte delle quali erano tuttavia manoscritte e conteneano Trattati di diversi autori; di alcuni di questi egli compose due, tre e sino a quattro edizioni (Fabrizio, Bibl. graec., t. XIII, p. 605 ec.). Questo merito di Aldo non ci dee far dimentichi nullameno che il primo libro greco, la Gramatica di Costantino Lascaris, fu stampata a Milano nel 1476, e che l'Omero, stampato a Firenze nel 1488, è adorno d'ogni fregio dell'arte della Tipografia. V. gli Annali tipografici del Mattaire e la Bibliografia istruttiva del Debure, Stampatore-libraio di Parigi, distintosi per le sue cognizioni.
[611.] Sceglierò tre singolari esempli di questo classico entusiasmo, 1. Nel tempo del Sinodo di Firenze, Gemisto Peto, standosi ad intertenimento famigliare con Giorgio da Trebisonda, gli pronosticò che ben presto tutte le nazioni, rinunciando all'Evangelio e al Corano, abbraccierebbero un culto simile a quello dei Gentili (Leo Allatius, apud Fabricium, t. X, p. 751). 2. Paolo II perseguitò l'Accademia romana fondata da Pomponio Leto, i cui primarj individui erano stati accusati di eresia, di empietà e di paganesimo. (Tiraboschi, t. VI, parte I, p. 81, 82). 3. Nel successivo secolo alcuni studenti e poeti celebrarono in Francia la festa di Bacco, e immolarono, dicesi, un capro per festeggiare il buon successo ottenuto dal Jodelle nella rappresentazione della sua tragedia, la Cleopatra (Dictionnaire de Bayle, art. Jodelle; Fontenelle, t. III, p. 56-61). Per vero dire la mal intesa divozione spesse volte ha creduto scoprire una seria empietà in quanto era solamente giuoco della immaginazione e del sapere.
[612.] Il Boccaccio non morì che nell'anno 1375, nè possiamo assegnare un'epoca anteriore del 1480 al Morgante Maggiore di Luigi Pulci, e all'Orlando Innamorato del Boiardo (Tiraboschi, t. VI, parte II, p. 174-177).
Nota del Trascrittore
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