[228.] V. Floro, l. I, c. 11, (traduzione Liguì, edizione Bettoni del 1823, p. 17, 18). Può leggersi con molta soddisfazione questo passo di Floro che meritò gli elogi di un uomo sommo (Oeuvres de Montesquieu, t. III, p. 634, 635, edizione in 4).
[229.] Ne a feritate Romanorum, sicut fuerant Hostienses, Portuenses, Tusculanenses, Albanenses, Labicenses, et nuper Tiburtini destruerentur (Mattia Paris, p. 757). Questi avvenimenti vengono accennati negli Annali e nell'Indice del Muratori (vol. XVIII).
[230.] V. la vivace pittura che ne presenta il P. Labat (Voyage en Espagne et en Italie) dello stato e delle rovine di queste città, sobborghi, per così dire, di Roma, e quanto egli dice sulle rive del Tevere, ec. Era egli riseduto lungo tempo in vicinanza di Roma. V. anche una descrizione più esatta di questa città che il P. Eschinard (Roma, 1750, in 8) ha unita alla Carta topografica del Cingolani.
[231.] Il Labat (t. III, p. 233) porta un decreto che, prima di questo risorgimento, era stato emanato dal Governo romano, e nel quale trovavasi una espressione che feriva crudelmente l'amor proprio e la povertà de' Tivolesi: In civitate Tiburtina non vivitur civiliter.
[232.] Per assicurarsi questa data, il Muratori ha avuta la saggezza di ponderare le testimonianze di nove autori, contemporanei alla battaglia.
[233.] V. Mattia Paris, (p. 345). Il Prelato che comandava una parte dell'esercito pontifizio, era Pietro di Roche, stato Vescovo di Winchester trentadue anni. Lo Storico inglese ce lo dipinge, come guerriero e uomo di Stato (p. 178-399).
[234.] I fatti su i quali l'Autore scorre colla sua solita rapidità, sono veri pur troppo, ma null'altro proveranno se non se i Papi, ed i preti in generale, essendo uomini, furono talvolta presi, come gli altri, da ambizione, da avidità, e da altre passioni, e quindi alcune volte i partiti loro, pel grande loro potere su gli animi, furono terribili; l'espressione figurata la vigna del Signore, onde l'Autore disegna la Chiesa, non era da usarsi, perchè i teologi dicono che la Chiesa è il corpo mistico, cioè misterioso di Cristo, nel quale veramente non devono essere le cose anzidette, avendo egli detto a' suoi seguaci pacem relinquo vobis, pacem meam do vobis; ma pur troppo la Storia ecclesiastica e civile è piena di fatti, che mostrano avere i Cristiani spesse volte dimenticato quelle parole. (Nota di N. N.)
[235.] Se il volgo riguardava quale idolo il Papa, s'allontanava assai dal vero cristianesimo e dalla vera idea che devesi avere del Papa. (Nota di N. N.)
[236.] V. Mosheim (Instit. Hist. eccl., p. 401-403). Lo stesso Alessandro non rimase per poco vittima di una di queste tumultuose elezioni; e Innocenzo, il cui merito era dubbioso, fu riconosciuto Papa soltanto, perchè l'ingegno e il sapere di S. Bernardo fecero piegare a favore di lui la bilancia. Vedine la Vita e gli scritti.
[237.] Il Thomassin (Discipl. de l'Eglise, t. I, pag. 1252-1287) ha discusso con molto senno sopra tutto quanto si riferisce all'origine, ai titoli, all'importanza, alle preminenze, agli abiti, ec. de' Cardinali, ma la loro porpora non ha conservato lo stesso splendore. Il sacro Collegio venne aumentato e determinato al numero di settantadue individui, onde raffigurasse, sotto l'autorità del Vicario di Gesù Cristo, il numero de' suoi discepoli.