[248.] V. nella Cronaca di Giovanni Villani (l. VIII, c. 63, 64, 80, in Muratori, t. XIII) l'imprigionamento di Bonifazio VIII e l'elezione di Clemente V. I particolari di tale elezione, come quelli di molti aneddoti, non sono troppo chiari.
[249.] Le Vite originali degli otto Papi di Avignone, Clemente V, Giovanni XXII, Benedetto XII, Clemente VI, Innocenzo VI, Urbano V, Gregorio XI e Clemente VII, furono pubblicate da Stefano Baluzio (Vitae paparum Avenionensium, Parisiis, 1693, 2 vol. in 8), con lunghe note e ben fatte, e con un volume d'atti e documenti. Collo zelo di un uomo amante della sua patria e di un editore, giustifica, o scusa pietosamente i caratteri de' suoi concittadini.
[250.] Gl'Italiani paragonano Avignone a Babilonia, e chiamano la migrazione della Santa Sede in quella città cattività di Babilonia. La Prefazione del Baluzio confuta gravemente tali metafore più addicevoli alla fantasia del Petrarca che alla ragione del Muratori. L'abate di Sade si va trovando in impaccio tra la sua affezione verso il Petrarca e l'amore di patria. Osserva modestamente che molti svantaggi locali di Avignone sono spariti, e che gl'Italiani venuti a stanziarsi colà, seguendo la Corte de' Pontefici, vi aveano portati que' vizj contro cui l'estro del Petrarca si è scatenato (t. I, p. 23-28).
[251.] Filippo III, re di Francia, cedè nel 1273 la Contea del Venesino ai Pontefici, dopo avere egli ereditati i dominj del Conte di Tolosa. Quarant'anni prima, l'eresia del Conte Raimondo avea somministrato un pretesto agli stessi Papi di impadronirsi di questa Contea; e fin dall'undicesimo secolo riscoteano diversi diritti d'oscura origine sopra alcune terre citra Rhodanum (Valois, Notitia Galliarum, p. 459-610; Longuerue, Déscript. de la France, t. I, p. 376-381).
[252.] Se un possedimento di quattro secoli non tenesse vece di un diritto, sì fatte obbiezioni basterebbero a rendere nullo il contratto; ma farebbe sempre di mestieri restituire la somma, perchè fu realmente pagata. Civitatem Avenionem emit... per ejusmodi venditionem pecunia redundantes, etc. (Secunda vita Clement. VI, in Baluzio, t. I, p. 272; Muratori, Script., t. III, part. II, p. 565). Giovanna, e il secondo marito della medesima, furono sedotti dal danaro contante, senza del quale non avrebbero potuto ritornare nel loro regno di Napoli.
[253.] Clemente V fece in una sola volta una promozione di dieci Cardinali, nove francesi, uno inglese (Vit. quarta, pag. 63, Baluzio, p. 625, etc.). Nel 1331 il Papa ricusò due Prelati raccomandatigli dal Re di Francia, quod XX cardinales, de quibus XVII de regno Franciae originem traxisse noscuntur, in memorato collegio existant (Thomassin, Discipl. de l'Eglise, t. I, p. 1281).
[254.] Le prime nozioni intorno a ciò, ne vengono dal Cardinale Giacomo Gaetano (Maxima Bibl. patrum, t. 25); sarei imbarazzato a decidere se il nipote di Bonifazio VIII fosse uno stupido, o un malvagio; le incertezze sono minori rispetto al carattere dello zio.
[255.] Sanno già le colte persone la condotta di Bonifazio VIII, e conoscono il di lui carattere; egli fu ed è disapprovato per avere voluto colle scomuniche sottomettere l'autorità del re di Francia, Filippo il Bello, nelle cose temporali, e per avere quindi recato molti mali. (Nota di N. N.)
[256.] V. Giovanni Villani (l. VIII, c. 36) nel dodicesimo volume della Raccolta del Muratori, e il Chronicon Astense, nell'undecimo volume della stessa Raccolta. Papa innumerabilem pecuniam ab eisdem accepit, nam duo clerici, cum rastris, etc.
[257.] Le due Bolle di Bonifazio VIII e di Clemente VI si trovano nel Corpus juris canonici, (Extravag. commun., l. V, tit. 9, c. 1, 2).