Gli antichi statuti di Roma distinguono undici famiglie di Baroni, che debbono prestare in consilio communi, e dinanzi al Senatore, il giuramento di non concedere asilo nè protezione ai malfattori, agli esiliati ec., giuramento che poi non osservavano.
[267.] Possiam dolerci che i Colonna non abbiano eglino stessi pubblicata una Storia compiuta e critica della illustre loro famiglia; la quale idea mi viene suggerita dal Muratori (Dissert. 42, t. III, p. 647, 648).
[268.] V. Pandolfo da Pisa, in vit. Pascal. II, in Muratori, Script. Ital., t. III, part. I, p. 335. Questa famiglia possede tuttavia vasti fondi nella Campagna di Roma; ma ha venduto ai Rospigliosi il feudo Colonna (Eschinard, p. 358, 359).
[269.] Te longinqua dedit tellus et pascua Rheni, dice il Petrarca; e nel 1417 un duca di Gheldria e di Juliers si riconobbe (Lenfant, Histoire du Concile de Constance, t. II, p. 539) discendente degli antenati di Martino V (Ottone Colonna). Ma il re di Prussia osserva nelle Mémoires de Brandebourg, che ne' suoi stemmi lo scettro è stato confuso colla Colonna. Per sostenere l'origine romana di questa famiglia, fu ingegnosamente supposto (Diario di Monaldeschi, ne' Script. ital., t. XII, p. 553) che un cugino dell'Imperatore Nerone, nel fuggir da Roma, andasse ad edificare la città di Magonza.
[270.] Non è a questo luogo da tacersi il trionfo romano, o l'ovazione di Marc'Antonio Colonna, che avea comandate le galee del Papa alla battaglia di Lepanto (De Thou, Hist., l. VII, t. III, p. 55, 56; Muratori, Oratio 10, opp. t. I, p. 180-190).
[271.] Muratori, Annali d'Italia, t. X, p. 216, 220.
[272.] Il grande affetto dimostratosi sempre dal Petrarca alla famiglia Colonna ha indotto l'abate di Sade a raccogliere molte particolarità intorno la condizione, in cui si trovavano i Colonna nel secolo decimoquarto, la persecuzione che soffersero da Bonifazio VIII, il carattere di Stefano e de' suoi figli, i loro litigi cogli Orsini, etc. (Mém. sur Pétrarque, t. I, pag. 98-110, 146-148, 174-176, 222-230, 275-280). La critica del Sade spesse volte corregge i fatti narrati dal Villani sopra semplici tradizioni, e gli errori di alcuni moderni meno esatti. Vengo assicurato che il ramo di Stefano è estinto.
[273.] Alessandro III avea promulgati incapaci di possedere alcun beneficio ecclesiastico tutti i Colonna che parteggiarono per l'Imperatore Federico I (Villani, l. V, c. 1), e Sisto V abolì l'usanza di rinovare ogni anno la scomunica emanata contro di essi (Vit. di Sisto V, t. III, pag. 416). Il tradimento, il sacrilegio e l'esilio sono di frequente la miglior prova di antica nobiltà.
— Vallis te proxima misit