I progressi della scienza hanno ricollocato nell’oriente la sorgente della luce morale, siccome non cessò mai di essere il fonte della luce che ci rischiara; e basta aprire un lessico moderno per comprendere ad un solo sguardo qual parte segnalatissima sostenga l’idioma ebraico, e in generale sostengono le lingue semitiche, nella formazione delle lingue occidentali; comecchè si collochino nella famiglia delle indo-germaniche, e se ne cerchi la prima derivazione o almeno la forma loro più antica, nella lingua sanscrita.
[10] Quanto volentieri rendiamo omaggio alla non infelice interpretazione del nome Esseni dal greco Isos amici, confidenti; altrettanto ci ripugna il credere, come vorrebbe persuadercene l’illustre Rabbino, che lo stesso vocabolo greco abbia derivazione ebraica, e tragga origine dall’incertissimo Hoze o Hazut d’Isaia, XXVIII, 15, 18, spiegato nel senso greco di Amicizia e Confidenza. Basti dire che l’esempio ebraico è unico in tutta la Bibbia in questo senso, mentre appena un uso frequente, quasi universale, basterebbe ad autorizzare il supposto di un passaggio dall’ebraico al greco; che questo senso stesso è almeno problematico, stando il Gesenius per altro, il quale non tollera questa assimilazione coll’Isos greco; e che infine meglio che la interpretazione dell’uno o dell’altro a noi arriderebbe l’ipotesi che qui non si tratta, nel Hoze o Hazut d’Isaia, che di un sinonimo assai più antico, più nobile e più puro del Galui di Geremia, Cap. XXXII, 11, che vale probabilmente quanto attestato, o almeno documento pubblico che accerti la esistenza di un contratto: e vale alla lettera, Scuoperto o Aperto, come Hoze o Hazut suona pure alla lettera, quello per cui si vede, o veduta. Ove non si voglia dire piuttosto che il patto per eccellenza, l’alleanza con Dio, essendo sancita per opera di una rivelazione, questa viene usata come sinonimo di patto nella parola Hoze o Hazut, per indicare l’alleanza col genio della Morte o dell’Inferno. Inoltre, parci l’illustre Rapoport caduto in una strana illusione quando trova affine al Hoze d’Isaia, l’arabo Haz, stringere patto, unirsi; mentre è evidente che questo verbo arabo non ha rapporto che coll’ahaz ebraico e coll’ahad arameo, stringere, unire.
[11] Esodo, cap. XV, v. 26.
[12] Proverbi, cap. III, v. 8.
[13] Vi fu tra i Dottori chi intese in questo senso la signoria predetta dal Genesi all’uomo sopra le altre creature. Non si può negare che la frase nulla scapita, così intesa, della sua sublimità.
[14] Salmo XXXXI, v. 5.
[15] Isaia, VI, v. 10.
[16] Isaia, LVII, v. 18.
[17] Geremia, VIII, v. 22.
[18] Opera infinita e certo non capace di stringersi in una nota noi faremmo, ove volessimo tutte riandare le analogie che la predicazione evangelica, il primitivo cristianesimo, ci offrono colla società degli Esseni. Forse ne sarà dato accennarne alcune, e solo di volo nel seguito di questa istoria. Ciò che possiamo sino da ora additare al lettore istruito, sono le numerose figure, imagini, locuzioni tratte dall’esercizio della medicina che ricorrono in bocca al Fondatore del Cristianesimo, le cure ch’egli prodiga agli infermi, la Salute onde s’intitola la nuova dottrina; indizj tra altri infiniti, che persuasero gravissimi autori antichi e moderni a vedere nell’Essenato la prima origine d’onde uscì il Cristianesimo evangelico. Nello scorso secolo, Bahrdtt e Venturini furono i più eminenti rappresentanti di questo sistema; e gli studj susseguenti nulla valsero a renderlo meno probabile.