Intanto l’ora assai tarda consigliava i convitati a troncare i lor ragionari e tornarsi in città. Nino Bixio fe’ recar nuove bottiglie, di cui si vide il fondo di schianto; il vino, la lingua marinaresca, l’avventura narrata dal generale e l’imminente partenza del Maddaloni porsero tema d’altri e omai confusi colloqui. In tanta gaiezza niun potea sospettare che ne’ mari istessi, ove molti anni innanzi avea Bixio corso rischi si gravi, troverebbe a breve andare la morte e una profanata sepoltura.
NOTE:
[1] Nell’atrio del palazzo municipale di Genova si legge la seguente iscrizione:
affinchè non muoia l’esempio
di Maria e Caterina sorelle Avegno
che all’italiche schiere
veleggianti alla tauride
e sospese
tra le vampe del Cresus e gli abissi del pelago
remigarono soccorritrici
tra quelle diverse generazioni di morte
il terzo congresso operaio
1855.
[2] Purgatorio, c. VIII.
[3] Paradiso, c. II
[4] B. Graser, De Re Navali veterum, Berlino 1864.
[5] C. De Paenis.
[6] Guglielmotti, Storia della marina pontificia, V. 1, pag. 350.