—Si fa di tutto per non annoiarci, zio.

—Alla tua età non si dovrebbe aver paura della noia.

—La noia è come il veleno della vipera: guai se ci lasciamo cogliere dal sonno!

—E per fuggire al fumo tu vai ad abbrustolire nelle braci—arrischiò il buon zio, che aveva sempre una delicata paura di offendere la irritabile suscettibilità del giovane.

—Mi sono assicurato contro i danni delle scottature—riprese con gaiezza il nipote che, quando si trattava di fuggire, possedeva l'agilità del gatto.

—Se tu ti diverti, non so che cosa dire: sei nel tuo diritto. Ma ho paura che tu prenda troppo sul serio il tuo piacere…—Un altro passo era fatto, per quanto il cortese diplomatico andasse col piede di piombo.

—Troppo sul serio, no—ribattè Ezio canzonando—perchè di serio al mondo non c'è che la morte; ma si procura di non lasciar scappare le buone occasioni. Chi sa quante volte ti sei pentito anche tu, mio amabile pedagogo, di aver lasciato scappare una lepre che ti passò sotto il naso. Se l'Italia non avesse lasciato scappare le buone occasioni….

—Lascia stare l'Italia che di cattive figure ne ha fatte fin troppo—fu pronto a interrompere lo zio.—Tu parli di piaceri e quando si hanno ventiquattro anni è assurdo che si abbia a discorrere di teologia; ma non ci sono soltanto piaceri a questo mondo.

—Lo so: ma i dispiaceri vengono da sè senza bisogno che uno vada a cercarli. Intanto procuro di sfruttare più che posso i vantaggi della mia età.

—Volevo dire che ogni età accanto a' suoi piaceri ha i doveri suoi, mio caro—disse lo zio con uno stile eguale e freddo come un protocollo.