—Dev'essere una signora americana che sta all'Hôtel. È venuta anche lei due sere fa per la prima volta a chieder notizie del ferito e restò molto impressionata, quando il contino le diede la brutta notizia. Oggi è tornata per veder la villa, perchè spera che suo marito, un milionario americano, abbia a comprargliela. Dicono che non sia propriamente suo marito: ma per noi è lo stesso, purchè la villa si venda e si esca da questa melanconia. È peccato buttar via questa grazia di Dio: e anche mio marito potrebbe guadagnare qualche cosa di più che non a servire questi usurai dell'hôtel che non danno mai un soldo di mancia. Si sa, siam povera gente che vive di incerti e di piccoli proventi.—
In Flora, al sentir parlare di mancia, si rivegliò il senso di quel dovere civile che vuole che ogni servigietto abbia il suo compenso. Tolse dal magro portamonete una lira di carta italiana e offrendola modestamente alla donna le disse:—Pregate per quel poverino e un poco anche per me.
—Lo farò, bella ragazza; non avrebbe per caso moneta svizzera?
—Oh no…—esclamò la povera Flora, arrossendo, cercando inutilmente tra le poche lire stracciate che eran rimaste nel fondo.
—Fa nulla, pregherò lo stesso.
—E ringraziate per me la signora…—disse, affrettandosi verso le strada che scendeva in città.—
La donna dalla soglia del cancello la seguì un pezzo cogli occhi e quindi, pesando il barattolo di cristallo in una mano, la logora lira nell'altra, mentre tornava sui suoi passi, prese a dire:—Peccato davvero che resti cieco quel povero figliolo, quando ha la fortuna di farsi ben volere dalle donne, dalle bionde, dalle rosse, e forse anche dalle nere. Era forse meglio che morisse addirittura laggiù in quel prato, povero figliuolo!—E seguitando ne' suoi pensieri, mentre tornava in traccia della bella americana, almanaccava:—Questa rossa, pare una sartina o una maestrina di laggiù, e a giudicare dai capelli dev'essere un diavoletto intelligente, un'anima calda: e come piangeva! sento ancora il calore delle sue lagrimone sulla pelle delle mani. Peccato che il suo borsellino sia smilzo come un agone secco. Per una lira italiana e sporca io dovrei pregare per lui, per lei, e magari accompagnarli in paradiso. L'americana non ha bisogno delle mie orazioni e se devo giudicare dall'odore, è di quelle che pregano una volta sola in punto di morte, quando il diavolo si muove per portarle via. Questa boccettina—soggiunse, portando il buon odore al naso—par di cristallo fino e il collo par d'argento, guai se non avessimo di questi proventi in questi anni di miseria!—E se la mise in tasca.—Ora non mi resta che di conoscere la maritata, quella per cui il giovinotto arrischiò di farsi ammazzare. Dev'essere assai bella se l'ha pagata con un paio d'occhi, scartando la bionda e la rossa. Ma, ah povera me! che cosa serve la bellezza, se non hai gli occhi per vederla?—
Ridendo, crollando la testa sulle sue considerazioni, la donna, che aveva nei suoi giovani anni conosciuto il mondo, finì col conchiudere che bisognerebbe nascere due volte: la prima per imparare, la seconda per vivere.
IV.
Belvedere.