«La Madonna gli darà fede e coraggio. Fiat, fiat! il signore sa sempre quel che fa.

«Mi scriva presto, cara signora contessina, e mi dica che lei è sana e contenta.

«Riceva un abbraccio dalla sua

Devot. REGINA.

BENIAMINO CRESTI A ELISA D'AVANZO.

«Una lampada sarà sempre accesa per me nel suo «convento»?

«Una lampada non è il sole, ma basta a rompere una grande oscurità.

«Grazie a tutte e due. Vedo che tutti i lumini che accendono nel campo santo non bastano a far vivere un morto, ma io devo pur credere alla fede altrui, se anche mi manca una fede mia. Ella, buon'amica, fa appello alla mia filosofia e cerca dimostrarmi che a sopportare i mali della vita è utile talvolta farsene una ragione. Ho creduto anch'io un pezzo a questo sofisma e nella mia selvaggia solitudine mi ero abituato a credere che un uomo non abbia bisogno del fiato di un altro uomo per vivere.

«Sì, io ero abbastanza sufficente a me stesso, finchè vivevo come Diogene in una botte. Ma Diogene ha in sè un cattivo compagno. Ora che ho bruciata la vecchia botte, non so più dove rintanarmi.

«Potrò credere a qualche altra cosa ora che non credo più in me stesso? Voi dite di sì e so che pregate per questo. Per quanto stenti ad ammettere che le preghiere facciano dei buchi nel cielo, siate benedette! Il profumo dell'incenso piace anche a chi non entra in chiesa. Pazienza! io non sono di quei malati che odiano il chirurgo che li ha fatti soffrire e benedico la mano che mi ha fatto un'amputazione necessaria: ma non so se un animale possa vivere senza cuore.